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Centrale di emergenza, Riccardi ci mette la faccia

Dopo le dimissioni di Antonaglia e la richiesta di mobilità di 31 infermieri, incontro alla Sores a Palmanova

Centrale di emergenza, Riccardi ci mette la faccia

"La situazione degli operatori della centrale Sores è indubbiamente tesa e in questo lungo incontro mi hanno presentato le loro ragioni, molte delle quali considero siano condivisibili. Occorre ritrovare al più presto le condizioni che ripristinino la fiducia e diano garanzie al sistema di proseguire meglio: oggi mi sono impegnato personalmente con loro rispetto a obiettivi che ora definiremo con una stringente tabella di tempi". Lo ha assicurato il vicegovernatore con delega alla Salute e Protezione civile Riccardo Riccardi nel corso dell'incontro con il personale e i rappresentanti sindacali della Centrale operativa regionale emergenza sanitaria Sores, al quale erano presente il direttore di Arcs Francesco Nicola Zavattaro, il vicedirettore centrale Gianna Zamaro e il direttore della Protezione civile regionale Amedeo Aristei.

"Mi auguro - ha affermato Riccardi a margine dell'incontro durato quasi tre ore - che il discorso franco che è avvenuto oggi sia utile al personale e al sistema che dovrà ora anche affrontare l'avvicendamento del direttore Antonaglia che per scelta personale ha deciso di anticipare la già prevista quiescenza".

In merito al personale Riccardi ha confermato che dalle Aziende giungeranno alcune unità che si affiancheranno agli attuali 38 operatori, che, come annunciato nei giorni scorsi, hanno confermato comunque la volontà di presentare domanda di trasferimento. "Molto dipenderà dalla capacità che avremo di dare risposte in tempi brevi - ha commentato Riccardi a margine dell'incontro -, ma va precisato che alcune soluzioni richiedono tempi di istruttoria e procedure inevitabilmente lunghe. Penso che debba prevalere il buon senso e si debba trovare un punto di incontro tra le parti: io oggi ho messo personalmente la mia faccia".

"In rispetto al loro lavoro - ha aggiunto il vicegovernatore - mi sento di poter dire ai cittadini che la centrale dà le risposte che deve dare: che si possa fare meglio e che il personale possa essere messo in condizione di lavorare meglio è un obiettivo che però di certo possiamo raggiungere. Il tema di fondo è che stiamo cercando di colmare il ritardo accumulato dalla nascita di un sistema, nato male due anni fa, su questioni cruciali come la dotazione del personale, le tecnologie, la georeferenziazione".

Molto secondo Riccardi va fatto anche per diffondere la cultura della centrale unica e contrastare una deleteria frammentazione del sistema. "Siamo una regione da un milione di abitanti e non è pensabile - ha osservato - che ci siano a pochi chilometri di distanza risposte e protocolli diversi: questo non aiuta chi lavora e scarica sugli operatori responsabilità di cui non deve essere gravato".

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