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Conferenza contro il fumo a Monfalcone

L'assessore all'ambiente Cauci: "i registri riportino le abitudini al fumo"

Conferenza contro il fumo a Monfalcone

La sala del Consiglio di Monfalcone ha ospitato, martedì 30 maggio, vigilia della ‘Giornata Mondiale contro il Tabacco’, un incontro formativo fortemente voluto dall’amministrazione comunale assieme alla sezione Isontina della ‘Lega Italiana per la Lotta contro i tumori’. Presenti l’assessore alle Politiche Ambientali, Sabina Cauci, alle Politi Sociali Sebastiano Callari, e il presidente LILT Isontina, Umberto Miniussi, senza dimenticare gli assessori di San Canzian d’Isonzo, Deborah Marizza e di San Pier d’Isonzo, Marta Lollis.

“Il fumo” hanno sottolineato i relatori “continua ad avere un'importante responsabilità nell'insorgenza sia delle malattie cardiovascolari che dei tumori, malattie che sono le principali cause di morte sul nostro Territorio. Le prove scientifiche sono irrefutabili, il tabacco è la causa principale del carcinoma polmonare ed è un fattore che favorisce l'insorgenza di svariati altri tumori”.

Nonostante le leggi, si continua a permettere che milioni di persone siano obbligate a inalare sostanze cancerogene, che sono immesse nell'aria da chi fuma. Sono provati, fuori da ogni dubbio, gli effetti cancerogeni del cosiddetto fumo passivo. A tal punto il dott. Callari ha ribadito con chiarezza che bisogna dire basta al fumo da sigaretta, in quanto la stessa contiene un centinaio di sostanze cancerogene delle quali quattordici accertate.

Malgrado la gravità di questa situazione, ripetutamente denunciata dal sistema sanitario ed esposta dalla LILT anche a livello locale, non si riscontrano segni di miglioramento. Vogliamo così, ancora una volta, mettere in evidenza tutti quei rischi per la salute pubblica connessi con l'uso del tabacco, sostenendo allo stesso tempo tutte le politiche per ridurne il consumo.

L'Italia è stata il primo grande Paese europeo ad introdurre una normativa per regolamentare il fumo in tutti i locali chiusi pubblici e privati, compresi i luoghi di lavoro e le strutture del settore dell'ospitalità. Questa è stata una buona legge, esempio di efficace benessere per l'essere vivente, inteso come uomo, società e ambiente ma, non basta ancora, i costi sociali per l’uso del tabacco continuano ad essere alti.

“Questo è un tema che va posto in continuità”, sottolinea la LILT, “e messo continuamente all'attenzione e alla discussione degli organismi politico/amministrativi e se fosse possibile, a livello locale prendere qualche iniziativa in particolare verso i giovani, non soltanto per questa giornata. Nella nostra Regione il territorio Goriziano continua avere il primato della mortalità da tumore polmonare. La causa di tale primato non è data esclusivamente alla sigaretta ma, in parte all'inquinamento atmosferico. Rimane il fatto che se togliessimo il fumo da tabacco, toglieremo la causa principale. A questo punto l’intervento della prof.ssa Cauci referente comunale per l’ambiente ha chiesto la necessità che i registri regionali, sia delle patologie tumorali che non tumorali riportino in dettaglio le abitudini al fumo, anche passate dei pazienti.

La discussione ha visto da parte degli Assessori comunali presenti ampia sensibilità al problema del tabagismo. Sia gli Assessori che la LILT si sono dichiarati disponibili per partecipare a qualsiasi tavolo locale, o conferenza sul tema voluto dall'Organizzazione Mondiale della Sanità per diminuire drasticamente l'uso di tabacco in modo da sensibilizzare in particolare giovani e donne a non sottomettersi alla volontà delle multinazionali fabbriche di tabacco e per dare seguito a quanto sostenuto oggi.

 

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