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Covid, in Fvg leggero aumento dei nuovi casi

L’analisi della Fondazione Gimbe fotografa l’inversione di tendenza, che nella nostra regione è più marcata rispetto al resto d'Italia

Covid, in Fvg leggero aumento dei nuovi casi

Leggero aumento dei nuovi casi Covid in Fvg. Dall’analisi della Fondazione Gimbe, rispetto alla scorsa settimana, si registra una risalita dell’1,6 per cento, a fronte di una situazione nazionale complessivamente in flessione. I dati restano comunque bassi, con i positivi ogni centomila abitanti a 1.613.

Nella settimana 1-7 giugno, a livello territoriale i numeri più alti si sono registrati a Trieste, con 186 casi ogni centomila abitanti, in aumento del 2,6%, ma la crescita più importante è a Udine, con 182 contagi in crescita del 6,4%. In controtendenza Pordenone a 127 (meno 1,5%) e Gorizia, a 119 casi ogni centomila abitanti e un meno 15,3%.

Confortanti i dati sui ricoveri: l’occupazione dei posti letto Covid in terapia intensiva scende allo 0,6%, mentre i pazienti ordinari si attestano al 6,6%, dati inferiori alla media nazionale, rispettivamente al 2,4% in terapia intensiva e al 6,7% in area medica.

Sul fronte delle vaccinazioni, Gimbe fotografa la popolazione non immunizzata dai cinque anni in su. I dati registrano una minima variazione rispetto alla scorsa settimana: il Fvg si colloca all’ottavo posto (alle spalle di Bolzano, Valle d’Aosta, Marche, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Campania) con un 6,6% della popolazione senza copertura vaccinale (la media nazionale è al 6,9%) e un 7,1% che è guarito da meno 180 giorni (a fronte di una media italiana al 5%).

Anche nella fascia 5-11 anni, le variazioni sono minime: nella nostra regione il 24,6% dei bimbi ha completato il ciclo, mentre il 2,1% ha ricevuto la prima dose. Numeri che ci collocano stabilmente al quartultimo posto (davanti a Bolzano, Marche e Valle d’Aosta), a fronte di una media nazionale al 34,7% con ciclo completo e al 3,4% con prima dose.

In merito alle terze dosi, invece, il Fvg registra un 12,4% di persone attualmente vaccinabili che non hanno ricevuto il richiamo (media nazionale all’10,7%) e un 3,9% di popolazione guarita da meno di 120 giorni (media italiana all’6,2%).

Inferiore alla media nazionale anche la copertura delle quarte dosi per gli immunocompromessi: in Fvg ha ricevuto il richiamo il 17% della popolazione, a fronte di un 36,2% nazionale. Va un po’ meglio sul fronte della copertura di Over 80, fragili tra i 60 e i 79 anni e ospiti delle Rsa, dove il Fvg segna un 13,8% a fronte di una media italiana al 17%.

I DATI NAZIONALI. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 1-7 giugno, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (121.726 vs 131.977) e dei decessi (392 vs 547). In calo anche i casi attualmente positivi (628.977 vs 679.394), le persone in isolamento domiciliare (624.416 vs 674.025), i ricoveri con sintomi (4.342 vs 5.121) e le terapie intensive (219 vs 248). “Frena la discesa dei nuovi casi settimanali (-7,8% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – che si attestano intorno a quota 122 mila con una media mobile a 7 giorni di poco superiore ai 17 mila casi giornalieri con una curva in fase di plateau e condizionata dal netto calo dell’attività di testing nel lungo ponte del weekend scorso (-17,7% tamponi totali)”.

NUOVE VARIANTI. Il “caso Portogallo” ha destato una certa preoccupazione in Europa: in questo Paese il numero dei nuovi casi è salito da meno di 9 mila casi al giorno a oltre 29 mila in poco più di un mese, parallelamente all’aumentata prevalenza della variante BA.5 che il 20 maggio ha raggiunto il 37%, rispetto al 18,5% di due settimane. Nel nostro Paese, l’ultima flash survey dell’Istituto Superiore di Sanità, effettuata sui campioni notificati il 3 maggio 2022, documenta una netta prevalenza della sotto-variante Omicron BA.2 (93,8% - range 65,6-100%) che in quel momento aveva quasi completamente soppiantato la BA.1 (3,52% - range 0-12,9%). Le nuove sotto-varianti BA.4 e BA.5 si attestavano invece rispettivamente allo 0,47% (range 0-4%) e allo 0,41% (range 0-5,6%).

“In questo contesto in costante e rapida evoluzione – spiega Cartabellotta – è fondamentale potenziare il sequenziamento aumentando la frequenza delle flash survey, almeno ogni due settimane, soprattutto quando le autorità internazionali segnalano nuove varianti di preoccupazione”.

“La frenata nella discesa dei nuovi casi settimanali – conclude Cartabellotta – e la netta riduzione del numero dei tamponi parallela all’aumento del tasso di positività sono spie rosse confermate dalla ripresa della circolazione virale in alcune Province, verosimilmente spinta dalla sotto-variante Omicron BA.5. In un contesto epidemiologico che conta ancora oltre 600 mila positivi (numero peraltro largamente sottostimato), tenendo conto delle incertezze sulla prevalenza della variante BA.5 oltre che del basso numero di anziani e fragili coperti con la quarta dose, è prudente continuare ad indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati, indipendentemente dalla decisione del Governo di prolungarne l’uso sui mezzi di trasporto. In questa direzione va la forte raccomandazione all’uso della mascherina prevista in occasione delle consultazioni elettorali e referendarie: è fondamentale ridurre al minimo la probabilità di focolai nei seggi, oltre che innalzare il livello di protezione per anziani e fragili, che devono avere la possibilità di esercitare il loro imprescindibile diritto di voto in condizioni di massima sicurezza".

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