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Covid, in Fvg nuovi casi in crescita del 52 per cento

L’analisi della Fondazione Gimbe fotografa un’inversione di tendenza già iniziata la scorsa settimana

Covid, in Fvg nuovi casi in crescita del 52 per cento

Dopo il leggero aumento della scorsa settimana, in Fvg si registra una netta ripresa dei contagi. In base alla fotografia scattata dalla Fondazione Gimbe, dall’8 al 14 giugno i nuovi casi segnano un più 52%. I positivi ogni centomila abitanti risalgono a 1.734 (erano 1.613).

Sul territorio, si assiste a un ‘ribaltone’ nella classifica: la prima posizione è occupata da Pordenone, fanalino di coda per diverse settimane, con 258 casi ogni centomila abitanti e un’impennata del più 104,1%. Seguono Udine, con 257 casi e un aumento del 41,5%, e Trieste, a quota 240 e una variazione settimanale del 28,9%. Chiude Gorizia che segna un aumento del 50,6% e 180 contagi ogni centomila abitanti.

In merito ai ricoveri, i dati restano bassi, pur se in leggera risalita: l’occupazione dei posti letto Covid in terapia intensiva è all’1,7% (la media nazionale è al 2%), mentre i pazienti nei reparti ordinari sono il 7% (media nazionale al 6,5%).

Stabile il dato della popolazione non immunizzata dai cinque anni in su. Il Fvg si colloca sempre all’ottavo posto (alle spalle di Bolzano, Valle d’Aosta, Marche, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Campania) con un 6,8% della popolazione senza copertura vaccinale (la media nazionale è al 7%) e un 6,9% che è guarito da meno 180 giorni (a fronte di una media italiana al 4,9%).

Anche nella fascia 5-11 anni, le variazioni sono minime: nella nostra regione il 24,7% dei bimbi ha completato il ciclo, mentre il 2,1% ha ricevuto la prima dose. Numeri che ci collocano stabilmente al quartultimo posto (davanti a Bolzano, Marche e Valle d’Aosta), a fronte di una media nazionale al 34,8% con ciclo completo e al 3,4% con prima dose.

In merito alle terze dosi, invece, il Fvg registra un 13% di persone attualmente vaccinabili che non hanno ricevuto il richiamo (media nazionale all’11,3%) e un 3,3% di popolazione guarita da meno di 120 giorni (media italiana all’5,5%).

Inferiore alla media nazionale – pur se in leggero aumento - anche la copertura delle quarte dosi per gli immunocompromessi: in Fvg ha ricevuto il richiamo il 17,8% della popolazione (+0,8% rispetto alla settimana scorsa), a fronte di un 38,2% nazionale. La copertura di Over 80, fragili tra i 60 e i 79 anni e ospiti delle Rsa, in Fvg segna un 15,5% (era al 13,8%) a fronte di una media italiana al 18,1%.

I DATI NAZIONALI. Il monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 8-14 giugno, rispetto alla precedente, un aumento di nuovi casi (160.751 vs 121.726) e decessi (416 vs 392). In calo i casi attualmente positivi (603.882 vs 628.977), le persone in isolamento domiciliare (599.500 vs 624.416), i ricoveri con sintomi (4.199 vs 4.342) e le terapie intensive (183 vs 219).

“Inverte la tendenza la curva dei nuovi casi settimanali (+32,1% rispetto alla settimana precedente) – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – che si attestano intorno a 160 mila, con una media mobile a 7 giorni che sfiora quota 23mila casi giornalieri”.

L’ultimo report dell’Ecdc, il Centro europeo di prevenzione, pubblicato il 13 giugno, conferma che BA.4 e BA.5 hanno una maggiore trasmissibilità rispetto a BA.2 e una maggior capacità di evadere la protezione immunitaria da vaccino e da pregressa infezione, aumentando la probabilità di reinfezione. “Le nuove sub-varianti non sembrano determinare una maggior severità di malattia rispetto a BA.1 e BA.2. Di conseguenza, l’eventuale impatto sui ricoveri ospedalieri dipende sia dall’entità nell’aumento dei casi, sia dai tassi di copertura vaccinale con tre dosi, o con quattro nelle persone vulnerabili”.

A oggi, i dati ufficiali sulla prevalenza della variante BA.5 in Italia risalgono alla Flash Survey pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità sui campioni notificati il 3 maggio, mentre non sono ancora disponibili i risultati di quella condotta sui campioni notificati il 7 giugno. “In questo contesto di incertezza e in continua evoluzione – spiega Cartabellotta – è indispensabile potenziare il sequenziamento aumentando la frequenza delle Flash Survey, almeno ogni due settimane, e disporre dei risultati in tempi più rapidi”.

VACCINI. Premesso che in termini assoluti i numeri sono esigui, nella settimana 8-14 giugno risalgono i nuovi vaccinati: 3.211 rispetto ai 2.510 della settimana precedente (+27,9%).

“L’inversione di tendenza dei nuovi casi settimanali – conclude Cartabellotta – conferma la netta ripresa della circolazione virale in tutto il Paese, verosimilmente dovuta alla diffusione della sotto-variante Omicron BA.5. Se da un lato questo aumento dei casi non sembra, al momento, configurare l’inizio di una nuova ondata, dall’altro il contesto epidemiologico invita alla cautela per varie ragioni: oltre 600 mila positivi, largamente sottostimati, incertezze sulla prevalenza della variante BA.5 nel nostro Paese e sul reale impatto nell’aumento dei casi nelle prossime settimane, basso numero di anziani e fragili coperti con la quarta dose. In particolare, indipendentemente da obblighi e raccomandazioni, è prudente continuare a indossare la mascherina nei locali al chiuso, specialmente se affollati e/o poco ventilati. Dal canto loro le Istituzioni devono aumentare la frequenza del sequenziamento virale e potenziare la campagna vaccinale, ormai in stallo, in tutte le persone a rischio di malattia grave. In particolare, aumentando l’adesione alla terza dose negli over 50 e alla quarta dose in tutte le persone vulnerabili incluse nella platea”.

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