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Di amianto si muore ancora: 20 casi sospetti da gennaio

Incontro a Ronchi dei Legionari per discutere sulla fibra killer nell'isontino

Di amianto si muore ancora: 20 casi sospetti da gennaio

Nell’isontino di amianto si muore ancora. Tanti sono i casi di vittime e di insurrezione di malattie legate, direttamente o indirettamente, alla fibra killer. I dati sono sconfortanti: i decessi registrati per sospetta malattia professionale, che portava gli operai a contatto con l’amianto, sono 17 mentre 65 sono i casi di malattia, dieci dei quali di mesotelioma. Il rapporto, fornito dal reposnsabile della Struttura Complessa Prevenzione e Sicurezza degli ambienti di lavoro dell’Azienda Sanitaria Isontino Bassa Friulana, dott. Luigi Finotto, prende in esame il periodo da gennaio al 10 maggio 2017. In tutto 20 sono le persone decedute per sospetta malattia professionale, di cui otto riferibili direttamente al mesotelioma, nome con il quale si indica la patologia delle persone che sono rimaste a contatto con l’amianto, quattro al tumore polmonare e cinque concausati da asbestosi polmonare. Per non dimenticare questa tragedia della terra isontina, e non solo, venerdì 9 giugno, alle 17, nella sede del circolo Acli ‘Beato Giuseppe Toniolo’ a Ronchi dei Legionari, è in programma l’incontro ‘Amianto. La tragedia continua’. Ad organizzarlo il circolo Acli di Ronchi, l’Aea, Associazione Esposti Amianto, e Lilt, Lega Italiana per la lotta ai tumori. Ad intervenire l’assessore Sara Vito, il presidente Aea Monfalcone, Carmelo Cuscunà, il direttore del Centro Regionale Unico per l’Amianto, dott. Paolo Barbina, il presidente della sezione Lilt isontina, Umberto Miniussi, il sindacalista Cisl, Gianfranco Valenta e l’avvocato dell’Aea, Chiara Paternoster. A moderare il dibattito il giornalista Luca Perrino.

Da sottolineare, inoltre, come entro l’anno è previsto il completamento del piano regionale amianto e l’aggiornamento della mappatura della presenza e deterioramento dell’amianto negli edifici pubblici grazie all’avvio del modello informatico in otto comuni pilota del Friuli Venezia Giulia. Il tutto propedeutico per un programma mirato ed efficace di bonifica. L’assessore regionale all’Ambiente, Sara Vito, ha anche incontrato, nei giorni scorsi, i rappresentati dei comuni aderenti all’iniziativa: è una sperimentazione del modello informatico Aram, cioè l’Archivio Regionale Amianto. A partire saranno Monfalcone, Udine, Gemona, Farra d’Isonzo, Sacile e Cervignano. 

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