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Il Fvg fa scuola per la psicologia dell’emergenza

L'ordine regionale degli psicologi si è attivato fin da subito per dare supporto ai colleghi e alla comunità

Il Fvg fa scuola per la psicologia dell’emergenza

Dalle prime settimane dell'emergenza Covid-19 l'Ordine regionale degli Psicologi Fvg si è subito attivato, assieme al Consiglio Nazionale, per dare supporto ai colleghi e alla comunità.

Dal vademecum sul Coronavirus, tradotto anche in lingua slovena, alle Linee guida per il supporto psicologico a distanza, ai suggerimenti antistress per restare a casa, l'Ordine ha divulgato le informazioni importanti sia per i professionisti, sia per la comunità, aggiornandole continuamente, rispondendo ai bisogni emergenti. Sono da subito iniziate le interlocuzioni con l’Assessorato, la Direzione Regionale della Sanità, le Direzioni delle Aziende Sanitarie, la Protezione Civile.

Con l'evolversi dell’epidemia, si è modificata anche la domanda d'aiuto richiesta agli psicologi. Dai servizi territoriali sanitari ai singoli professionisti è emerso il bisogno di ridefinire, sempre più precisamente, il proprio lavoro di specialisti della salute pubblica nel contesto della crisi.

"Grazie alla disponibilità di Psicologi per i Popoli Friuli Venezia Giulia – guidata dalla Presidente Hanna Farah", fa sapere il presidente dell’Ordine Fvg, Roberto Calvani, "associazione iscritta all’elenco regionale delle associazioni di volontariato di Protezione Civile e al Registro generale delle Organizzazioni di Volontariato della Regione, è stato promosso il primo corso formativo/informativo in Psicologia dell’Emergenza per tutti i colleghi della nostra regione. L’obiettivo di questo corso è sviluppare consapevolezza rispetto alla complessità del sistema di risposta nelle emergenze, declinandone premesse, best practices e linee guida fondanti. Vuole anche essere un’occasione di condivisione dell’expertise dell’Associazione, impegnata costantemente, da anni, in svariati scenari emergenziali, al fianco dei diversi attori coinvolti nella gestione delle emergenze”. 

Un format che ambisce a diventare modello virtuoso nazionale, considerato il successo della prima edizione, con oltre 500 partecipanti da tutta Italia e in stretta relazione con l’attivazione del numero verde nazionale del Ministero della salute.

Il primo progetto prevedeva un corso on-line per 80 partecipanti ma constatando poi una grandissima richiesta di adesione (come detto oltre 500 psicologi) molti provenienti anche da altre regioni italiane, si è deciso insieme all'Associazione, di rimodulare il corso per permettere la fruizione a tutti i richiedenti. 

All’interno di una piattaforma online, saranno condivisi i contenuti formativi seguendo quattro moduli didattici: presentazione dell’Associazione, cenni storici e definizione della Psicologia dell’Emergenza; il Sistema di Protezione Civile; i Modelli Teorici ed Operativi; Specificità ed Implicazioni Psicologiche nell’emergenza Covid-19 correlata. Terminata la prima fase del corso sarà possibile replicarlo e saranno costruiti altri moduli di approfondimento che costituiranno un percorso di formazione continua che potrà estendersi.

"E’ stato più volte e in diversi contesti ricordato alle istituzioni regionali e nazionali che la psicologia è professione sanitaria, deputata alla tutela della salute dei cittadini. La formazione continua degli operatori diventa indispensabile soprattutto ora che è stato attivato il numero verde per l’assistenza psicologica del Ministero della Salute per l’assistenza psicologica, sicuramente utile in vista delle cosiddette fasi due e tre, ma anche in prospettiva a medio termine per la temuta ondata di ritorno, con possibile picco autunnale, che dobbiamo in ogni modo cercare di scongiurare", conclude Calvani.

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