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In Fvg il rischio torna 'moderato', tra sette giorni vede 'giallo'

Pubblicato il report della cabina di regia, che conferma un miglioramento nei dati Covid della nostra Regione

In Fvg il rischio torna \u0027moderato\u0027, tra sette giorni vede \u0027giallo\u0027

Pubblicato il nuovo report della Cabina di Regia che, come annunciato, non riserva 'brutte sorprese' per il Fvg, destinato a rimanere ancora per la prossima settimana in zona arancione, come disposto dall'ordinanza del 16 gennaio del Ministro della Salute Roberto Speranza, in vigore fino al 31 gennaio.

Guardando ai numeri, si conferma qualche segnale di miglioramento, con l'indice Rt che scende a 0,88 e una valutazione complessiva di rischio che, da 'alto', torna a 'moderato', quindi compatibile con un passaggio, a inizio febbraio, in zona gialla.

Resta, però, sempre alta l'incidenza a 14 giorni (507,86 casi ogni 100mila abitanti), il terzo dato più elevato, dopo Bolzano (646,14) e Veneto (579,92). A preoccupare sono ancora i dati dei ricoveri, con un'occupazione negli altri reparti al 54% (la più alta dello Stivale, in questo caso la soglia critica è fissata al 40%) e nelle terapie intensive al 36% (la soglia è al 30%), che pone il Fvg nella parte peggiore della 'classifica' nazionale, al quartultimo posto, a pari merito con l'Umbria; peggio fanno solo le province autonome di Trento - al 51% - e Bolzano - al 39% - e Marche al 38%.

I DATI COMPLETI DEL FVG

A livello nazionale, nella settimana dall'11 al 17 gennaio, si osserva una lieve diminuzione dell'incidenza nel Paese (145,20 per 100.000 abitanti). Nel periodo 30 dicembre – 12 gennaio, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,97 (range 0,85– 1,11), in diminuzione dopo cinque settimane di crescita.

Si osserva una lieve diminuzione dell’incidenza a livello nazionale negli ultimi 14 giorni (339,24 per 100.000 abitanti). Il dato d'incidenza settimanale - rilevano dall'Istituto Superiore di Sanità - non è pienamente confrontabile con la settimana precedente, dal momento che il 15 gennaio il Ministero della Salute ha accolto la richiesta di considerare anche gli esiti dei test rapidi.

L’incidenza è ancora lontana da livelli che permetterebbero il completo ripristino sull’intero territorio nazionale dell’identificazione dei casi e tracciamento dei loro contatti.

Nella settimana di monitoraggio rimane molto alta l’incidenza nella Provincia Autonoma di Bolzano (309,54 per 100.000 dall’11 al 17 gennaio). Complessivamente, sono quattro le Regioni con una classificazione di rischio alto, ovvero Bolzano, Sardegna, Sicilia e Umbria (erano 11 la settimana precedente), 11, tra le quali il Fvg, a rischio moderato e sei con rischio basso. Sicilia e Puglia hanno un Rt puntuale maggiore di 1 anche nel limite inferiore, compatibile quindi con uno scenario di tipo 2. Le altre hanno un Rt puntuale compatibile con uno scenario tipo uno.

Umbria e Bolzano sono state classificate a rischio alto per la terza settimana consecutiva; questo prevede specifiche misure da adottare a livello provinciale e regionale.

C'è poi il caso Lombardia che, a sorpresa, potrebbe tornare in zona arancione a partire da domenica. I nuovi dati trasmessi dalla Regione al ministero della Salute - che rettificano quelli inviati la scorsa settimana - rivelano che la Regione non sarebbe dovuta andare in zona rossa, sette giorni fa.

Sono 12 le Regioni che hanno un tasso di occupazione in terapia intensiva e/o aree mediche sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale si colloca intorno alla soglia critica (30%). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in diminuzione da 2.636 (12 gennaio) a 2.487 (19 gennaio); il numero di persone ricoverate in aree mediche è anche in diminuzione, passando da 23.712 (12 gennaio) a 22.699 (19 gennaio). 

Si osserva una diminuzione nel numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (33.339 vs 39.970 la settimana precedente) e rimane stabile la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento dei contatti (28,7% vs 28,5%). Rimane stabile, anche la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (31,5% vs 31,4% la settimana precedente). Infine, il 25,4% dei casi è stato rilevato attraverso attività di screening e nel 14,4% non è stata riportata la ragione dell’accertamento diagnostico.

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