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Incendio alla Snua, ecco l'esito delle analisi

L'Arpa Fvg ha completato lo studio dei campioni raccolti domenica 20, dopo il rogo nell'impianto di smaltimento

Incendio alla Snua, ecco l\u0027esito delle analisi

Diossine, furani e Pcb nelle vicinanze dello stabilimento Snua di Aviano sono molto inferiori ai valori presi come riferimento. Sono questi, in sintesi, i risultati delle ultime analisi effettuate da Arpa Fvg sui campioni raccolti domenica 20 settembre all’interno dello stabilimento e nel punto di massima ricaduta degli inquinanti, dopo il vasto rogo scoppiato, sabato sera, nell'impianto.

In particolare, i campionamenti eseguiti con canister domenica all’interno dell'impianto di smaltimento presentano, per tutti i composti rilevati, valori inferiori ai limiti di soglia ammessi per esposizioni continue alle 8 ore in ambiente lavoro.

Anche il campionamento attivo ad alto volume eseguito nel pomeriggio di domenica 20 nel punto di potenziale ricaduta di Sedrano presenta una concentrazione di microinquinanti organici persistenti (diossine, furani e policlorobifenili (PCB)-diossina simili) nettamente inferiore al limite cautelativo di 150 femtogrammi/m3 (WHO-TEQ), imposto dalla normativa tedesca (unico Stato europeo a proporre dei limiti), anche considerando l’approccio più cautelativo dell’utilizzo del valore medio del limite di quantificazione per i congeneri risultati al di sotto di tale soglia strumentale.

Come noto diossine e furani costituiscono un gruppo di composti chimici aromatici policlorurati, ubiquitari ma presenti in concentrazioni molto basse, che si generano nel corso di combustioni non controllate. I Pcb, anch’essi composti chimici clorurati, ma con struttura simile ai bifenili, a differenza delle diossine, sono prodotti esclusivamente in processi industriali.

Diossine, furani e Pcb assumono particolare rilevanza ambientale e tossicologica in quanto possono essere coinvolti in processi di bioaccumulo negli organismi viventi.

L’assenza, o presenza a concentrazioni estremamente basse, paragonabili al fondo naturale urbano, di diossine, furani e Pcb, consente di confermare ulteriormente che la ricaduta di inquinanti durante le fasi più intense dell'incendio dello stabilimento sono state contenute e non hanno causato particolari problematiche ambientali.

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