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L'AsFo chiude in utile, polemiche delle opposizioni

Dopo la denuncia della Cgil pordenonese, dure critiche da Pd e M5S alla gestione dell'Azienda sanitaria

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"Quello che è successo nell'Azienda sanitaria Friuli Occidentale è scandaloso e va chiarito al più presto. L'utile di oltre nove milioni dell'Asfo avvalora le denunce di chi a inizio anno sosteneva che i vertici aziendali hanno preferito fare cassa invece di dare risorse e strumenti adeguati per affrontare la pandemia". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Pd, Nicola Conficoni, componente della III Commissione Salute, commentando la denuncia della Cgil pordenonese in merito al bilancio 2020 dell'Azienda sanitaria Friuli Occidentale (Asfo).

"Quanto sosteneva il dottor Spaziante in un suo intervento sulla stampa lo scorso gennaio ("Si è fatto di conto anziché prepararsi alla seconda ondata"), così come la protesta dei sindacati per la forte carenza di personale nell'Asfo, oggi, qualora servisse, sono ulteriormente accreditati dall'incredibile utile raggiunto dall'Azienda".

Ora, continua Conficoni, "vediamo che evidentemente non mancavano i fondi per una serie di interventi: invece di chiudere Rsa, come è accaduto, si sarebbero potuti attivare posti letto aggiuntivi. I tamponi effettuati potevano essere in numero decisamente maggiore, visto che solo a dicembre 2020 si è deciso di acquistare un macchinario per processarne di più. E la carenza di personale, uno dei nodi maggiori, avrebbe potuto avere una risposta".

"Invece l'Asfo, nonostante le promesse - aggiunge il consigliere - si è ritrovata con 187 dipendenti in meno rispetto a quelli rideterminati in corso d'anno e 131 in meno di quelli a libro paga alla fine del 2018. Di fronte a questi dati impietosi e a quanto successo soprattutto in questo ultimo anno, mettendo ancora una volta in discussione l'operato del direttore generale Polimeni, è inevitabile non pensare che con il giusto utilizzo di fondi a disposizione, operatori e cittadini avrebbero affrontato con armi più efficaci la guerra contro il Covid. Ora per non penalizzare ulteriormente la sanità pordenonese, indebolita da alcune decisioni del centrodestra, è fondamentale che l'utile venga riassegnato all'azienda". 

"I quasi 10 milioni di utile dell'Azienda Sanitaria Friuli Occidentale nel bilancio 2020 lasciano sconcertati, perché queste risorse andranno a ripianare debiti altrove e per il silenzio assordante del sindaco Ciriani". Lo afferma, in una nota, il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Mauro Capozzella. "La sanità pordenonese ha bisogno di investimenti per implementare il personale, ridurre le liste d'attesa e migliorare i servizi ai cittadini - sottolinea Capozzella -. E fa male vedere che si punta solo e soltanto ai risultati di bilancio, invece di fornire le risposte di cui il sistema sanitario, gli operatori e i pazienti avrebbero bisogno".

"Il tutto mentre il primo cittadino di Pordenone, e presidente della Conferenza dei sindaci, Alessandro Ciriani, non fa altro che tacere - conclude il consigliere M5S -. Di fronte all'ennesimo esempio di depauperamento, ci aspetteremmo quantomeno un sussulto di orgoglio a difesa della città da parte del suo massimo rappresentante". 

Anche i consiglieri regionali dei Cittadini Tiziano Centis e Simona Liguori esprimono, in una nota, la loro preoccupazione in seguito alla lettura del decreto del direttore generale dell'Azienda sanitaria Friuli occidentale (AsFo), Joseph Polimeni, in cui si parla di un risultato economico della gestione sanitaria 2020 con un utile d'esercizio di 9.000.722 euro. "Numeri del genere devono essere necessariamente spiegati nel dettaglio per evitare di creare nei cittadini dubbi sulla gestione della sanità - affermano i consiglieri regionali -. Il 2020 è stato un anno assolutamente particolare, segnato in tutto e per tutto dalla pandemia, tra prestazioni sanitarie ridotte all'osso, la crescita dei costi straordinari, le difficoltà pratiche derivanti dall'emergenza: davanti alla straordinarietà di questa situazione, quindi, non possiamo che chiedere chiarimenti urgenti sui dati relativi ad AsFo, che fanno registrare un utile di oltre nove milioni di euro".

"Pare paradossale la notizia che arriva dall'Asfo: un avanzo di quasi dieci milioni di euro. Un avanzo in un anno travolgente come quello della pandemia? Ha dell'incredibile, tanto più che pochi giorni fa, alla richiesta sindacale di rinnovare il contratto precario a quaranta persone in scadenza, il direttore generale ha risposto che vedrà caso per caso", sono le parole di Orietta Olivo, segretaria regionale Fp Cgil. "Ma cosa succede a questa sanità? Certo siamo stati travolti, la Fp Cgil lo ha detto in più di un'occasione, da questo evento straordinario. E' successo la prima volta, ma poi è successo di nuovo come se la prima fase non avesse insegnato nulla".

"Adesso siamo di nuovo nella confusione: Asufc forse, pare, non si sa avrà un buco di decine di milioni di euro; Asugi è in difficoltà nei suoi servizi, per fare solo un esempio ci vogliono giorni solo per cambiare il medico di famiglia perché sono stati dimezzati gli orari degli amministrativi dei distretti; all'Asfo i soldi avanzano .La domanda è: qualcuno la governa questa situazione? Qualcuno regge le redini della sanità del Fvg? Pare proprio non sia così salda la governance del sistema. Certo l'assessore risponderà, come fa sempre, che esistono dei DG e hanno la loro responsabilità. E' vero, ci sono i DG che sono anche pagati profumatamente per il lavoro che svolgono, ma anche in questo caso ci si chiede se possono fare quello che vogliono senza che nessuno supervisioni e, soprattutto, visto che le loro nomine non escono da un concorso, chi li ha scelti avrà anche lui una qualche responsabilità? Altrimenti è fin troppo facile fare l'assessore", prosegue Olivo.

"Quello che rimane certo, è che il personale ha dato tutto sé stesso e continua a farlo, le ferie per alcuni rischiano di essere una chimera, gli sforzi fatti non vedono un euro per ripagarli e l'assessore non convoca i sindacati per trovare un accordo sulle risorse aggiuntive per ripagare almeno in parte il personale. Il nostro Presidente della Regione è anche Presidente della Conferenza delle regioni: gli altri, quindi, guarderanno con occhio attento come si gestisce la sanità pubblica nel piccolo FVG. E' proprio questo che vogliamo far vedere?", conclude la segretaria Fp Cgil.

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