Home / Salute e benessere / Nuovi reparti Covid-19 a San Vito al Tagliamento

Nuovi reparti Covid-19 a San Vito al Tagliamento

Rapida riorganizzazione dell'Hospice e della Rsa per accogliere i pazienti non ancora negativi al tampone

Nuovi reparti Covid-19 a San Vito al Tagliamento

Una soluzione intrapresa per affrontare al meglio l’emergenza sanitaria legata al coronavirus, garantendo in maniera rigorosa le condizioni di sicurezza per gli operatori e i pazienti. Questa la premessa con cui la direzione dell’ASFO ha motivato la scelta di rimodulare il servizio offerto dall’Hospice e della Rsa di San Vito al Tagliamento. Come è stato spiegato, infatti, l'evoluzione della pandemia impone una rapidità di risposta, in questo caso attraverso un lavoro di adattamento fatto non solo in sede ospedaliera, ma anche territoriale.

Nel dettaglio, a fronte di un significativo incremento di pazienti affetti da Covid-19 ricoverati all’Ospedale di Pordenone - molti dei quali con sintomatologia ridotta o assente, ma che non possono essere dismessi -, si è reso necessario trasferire nelle strutture territoriali queste persone, che sono sì in fase di guarigione ma ancora non negative al tampone. Questo, per dare spazio nel reparto Covid-19 ai nuovi flussi di pazienti che devono affrontare un spesso impegnativo percorso di cura.

Nell’ambito di queste esigenze è stata individuata una soluzione idonea a garantire una disponibilità di 18 posti letto per questi pazienti in via di guarigione affetti da coronavirus: un’area di nove posti letto nell’ex Hospice di San Vito (dotata di un adeguato monitoraggio clinico e personale addestrato a gestire situazioni complesse) e un secondo spazio di nove posti letto nell’attuale RSA di San Vito (di fatto già occupata con 8 pazienti Covid positivi sanvitesi).

I quattro pazienti ospitati prima nell’Hospice sono stati trasferiti, in totale sicurezza, nella Struttura Intermedia Polifunzionale di Sacile, dove possono essere presi in carico secondo i requisiti dell’assistenza di fine di vita, anche grazie alla presenza di un medico palliativista e uno psicologo di riferimento.

Va detto che la stessa Direzione Sanitaria e il Direttore di Malattie Infettive dell’ASFO hanno assicurato che la scelta ha coinvolto l’area di San Vito in quanto l’unica ad avere da subito tutti requisiti necessari di sicurezza sia strutturali sia di percorso, oltre a quelli professionali, con netta e garantita separazione rispetto all’Ospedale di San Vito e alla sede della Medicina Generale. Il personale medico, infermieristico e di supporto, con grande senso di responsabilità, ha compreso ed accettato la rimodulazione organizzativa territoriale manifestando la sua disponibilità a seguito delle informazioni fornite dal Direttore del DAPA e dal Direttore delle Malattie Infettive. Infine, va aggiunto che il responsabile dell’Area Tecnica ha preventivamente confermato, da un punto di vista impiantistico, l’assenza di controindicazioni all’apertura delle due aree (ex Hospice e RSA) per pazienti Covid positivi.

"Riconosco al sindaco di San Vito al Tagliamento l'equilibrio dimostrato in particolare nella questione relativa all'hospice della sua città, che dovrà sgravare l'ospedale di Pordenone da quei pazienti Covid-19 in via di guarigione, al fine di liberare quegli spazi a chi avendo la stessa patologia ha bisogno di cure spesso complesse e impegnative. Il tutto nella massima garanzia della separazione dei percorsi, per la sicurezza di chi viene trasferito e di chi rimane nella struttura". Lo ha detto oggi a Palmanova il vicegovernatore con delega alla Salute e alla Protezione civile del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, nel corso della videoconferenza con i componenti dell'Assemblea dei sindaci dell'Ambito distrettuale Sanvitese.

Tra i temi affrontati anche quello delle mascherine acquistate dalla Protezione civile Fvg e in via di distribuzione ai Comuni. Per quel che riguarda i tamponi, Riccardi ha fatto presente che il rilevamento di una negatività non dà una garanzia a 360 gradi, a meno che l'esame non venga ripetuto ogni 48 ore. A tal riguardo, in prospettiva, come ha osservato il vicegovernatore, dal Governo potrebbero arrivare delle indicazioni per rendere automatico l'isolamento contumaciale dei conviventi di un caso positivo.

"Confido - ha concluso il vicegovernatore - che grazie al vostro senso di responsabilità istituzionale riusciremo, insieme, a superare quei problemi che dobbiamo affrontare quotidianamente in una situazione emergenziale come questa".

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori