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Parte dal Fvg la scuola sul tabagismo

Il 15 novembre a Udine la prima tappa del corso per formare il personale sanitario sul contrasto alla dipendenza

Parte dal Fvg la scuola sul tabagismo

La formazione dei medici e degli operatori sanitari rispetto al problema del tabagismo, in Italia, è a dir poco lacunosa. Nonostante l’Oms definisca il tabacco “la prima causa di morte evitabile in occidente”, ci si può laureare in Medicina e Chirurgia (tranne in alcune realtà dove sono organizzati corsi) senza avere mai ascoltato una lezione su questa “malattia nella sua complessità”.

Ciò contrasta con l’enorme mole di letteratura scientifica che, ormai da diversi anni, indica con altissimi livelli di evidenza che siamo davanti a una patologia aggredibile. Patologia perché “dipendenza” e anche perché, a sua volta, causa di altre malattie.

“I motivi di tanta indifferenza” riferisce il professor Massimo Baraldo, Direttore dell’Istituto di Farmacologia Clinica, Centro Servizi e Laboratori dell’Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine e professore associato di Farmacologia dell’Università degli Studi di Udine, “sono molteplici e preoccupanti. Sicuramente c’è la bonaria accondiscendenza e la sottovalutazione verso ciò che ancora viene definito un ‘piacere’ e allo stesso tempo un ‘vizio’. La formazione relativa al tema del tabagismo richiede il concerto di diverse professionalità e competenze; in uno scenario di solisti, ciò diventa complesso da raggiungere. Occuparsi di dipendenza da tabacco richiede l’integrazione di storici, sociologi, epidemiologi, clinici delle patologie correlate, psicologi e psicoterapeuti, neuro-scienziati, esperti di dipendenze e di farmacologia”.

“Lo sforzo, comunque, varrebbe la pena di farlo, visto che solo in Italia sappiamo per certo che muoiono circa 70-80.000 persone ogni anno a causa del tabacco e la spesa causata da questa dipendenza, inclusi i costi indiretti, ammonta a 26 miliardi di euro”, conclude Baraldo.

Le tecniche di counselling e trattamento non sono banalizzabili o accomunabili alla semplice prescrizione di un farmaco per una patologia organica. Richiedono una formazione multidisciplinare e del training, per il grande tema del cambiamento degli stili di vita e la cura di una dipendenza. Ciò implica l’acquisizione di una consapevolezza – da parte dell’operatore - del proprio stile di comunicazione, la conoscenza e la padronanza di abilità di relazione, la conoscenza degli approcci motivazionali, degli aspetti farmacologici e di sostegno comportamentale che servono per aiutare efficacemente le persone a smettere di fumare e/o usare derivati del tabacco.

Troppo complicato? “No” prosegue il professor Baraldo “se rapportiamo l’investimento con i risultati raggiungibili e se sappiamo che esistono approcci formativi collaudati che, alla fine, permettono di muovere i primi passi con un impegno non elevatissimo. La National School of Medical Tobaccology vuole offrire un contributo per colmare questo gap, peraltro riconosciuto più volte dagli operatori sanitari, attraverso diverse indagini. Il percorso inizia nel 2019 ma vuole proseguire, innalzando il livello dell’offerta formativa”.

La National School of Medical Tobaccology è un progetto formativo che si colloca dentro la Società Italiana di Tabaccologia e ha lo scopo di offrire percorsi formativi a medici e operatori sanitari, relativi alla prevenzione e al trattamento del tabagismo. Si rivolge a tutti i professionisti della sanità potenzialmente coinvolti nelle strategie di prevenzione, Tobacco Control e nelle attività cliniche di cessazione dal fumo.

Per l’anno in corso è possibile usufruire di due livelli di formazione accreditati Ecm. Il primo è la Formazione a Distanza, sul Counselling Motivazionale Breve. Tale percorso è disponibile a partire dall’1 luglio e fino al 31 dicembre 2019. Si tratta di quattro moduli che hanno l’obiettivo d’implementare le competenze di medici e operatori sanitari di agganciare i pazienti fumatori e motivarli a smettere di fumare. L’approccio motivazionale breve si è infatti rivelato molto efficace e, nel contempo, è compatibile con il tempo disponibile nei contesti opportunistici.

Le lezioni vertono su cenni di epidemiologia del tabagismo e delle patologie correlate al fumo; come inizia e come si mantiene la dipendenza da tabacco: aspetti neurochimici e psicologici; gli stili di comunicazione e l’approccio motivazionale; le tecniche di Counselling Motivazionale Breve e di Very Brief Advice. Le lezioni coinvolgono direttamente diversi esperti italiani e prevedono la visione di role play girati con l’aiuto di attori che mostrano come applicare le tecniche di counselling breve.

Il secondo livello è quello dei corsi residenziali sul trattamento del tabagismo. Sono attivati degli eventi formativi residenziali, per un massimo di 50 iscritti per ogni sede, con l’obiettivo di fornire a medici e operatori sanitari gli elementi base e le competenze per la cura del tabagismo. Le sedi sono dislocate su tutto il territorio nazionale. Al momento, grazie all’adesione di diverse università e istituzioni sanitarie, il progetto prevede che gli eventi si svolgano a Milano, Vimercate, Udine e Trieste, Perugia, Firenze, Roma, Napoli e Siracusa.

Il primo corso a Udine si svolgerà il 15 novembre, nella sede della Regione, in via Sabbadini. Tra i docenti ci sono il professor Baraldo, che gestisce un Centro Anti Tabagismo di secondo livello nell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Udine; il dottor Hamid Kashampour, responsabile del Centro Anti Tabagismo di primo livello al Sert di Udine, e il dottor Alessandro Vegliach, psicologo-psicoterapeuta dell’Azienda sanitaria universitaria integrata di Trieste.

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