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Porcia, il punto sull'assistenza agli anziani

Indetta una riunione con i parenti degli ospiti del Centro semi-residenziale diurno

Porcia, il punto sull\u0027assistenza agli anziani

L'Amministrazione comunale di Porcia ha organizzato una riunione con i parenti degli ospiti del Centro semiresidenziale diurno. "Abbiamo voluto far sentire la nostra vicinanza, illustrare la situazione dei centri diurni e le prospettive attuali sulla riapertura del centro", ha detto il sindaco Marco Sartini. Presenti all'incontro anche l’assessore alle politiche sociali Geretto, il direttore dell'Umberto I, Di Prima, la coordinatrice del Centro Di Leo e il consigliere di amministrazione dell'Asp Gianfranco Marchetti.

Il sindaco ha spiegato che "la chiusura del centro ai primi di marzo era stata posticipata il più possibile, non per una scelta inconsapevole, ma per dare alle famiglie il tempo necessario per trovare soluzioni alternative sulla gestione dei genitori anziani, sapendo che la sospensione del servizio avrebbe creato delle difficoltà. Puntiamo a riaprirlo quanto prima, ma questo significa avere in mano il protocollo e le procedure. Non credo sarà possibile operare in futuro in strutture come questa come se nulla fosse. I dati dimostrano che le case di riposo, luoghi dove si trovano insieme tanti anziani, hanno pagato un prezzo altissimo con questa emergenza sanitaria. E di questo dobbiamo tenere conto in fase di riapertura".

L’assessore Geretto, richiamando il passaggio di gestione dell'Asp dei primi di gennaio ha sottolineato "che l’alta qualità di gestione di un'Azienda pubblica che oltre al nostro centro, ha 400 ospiti fissi tra Casa Serena e Umberto I, oltre che un centro diurno interno".

"Le settimane passate sono state un banco di prova durissimo per tutti, ospiti e operatori, all’interno delle case di riposo” è quanto afferma in prima battuta Giovanni Di Prima, direttore della ASP Umberto I. "Abbiamo messo in atto sistemi di contenimento dei contatti interni molto stringenti per ridurre il rischio di contagio. Le case di riposo sono oggi luoghi dove il contenimento del rischio Covid ha reso la vita quotidiana molto difficile, per gli operatori e per gli ospiti. Ci sono fasi nelle quali gli operatori delle case di riposo sono vestiti come si vede in tv negli ospedali Covid, per proteggere sia gli anziani che se stessi. Gli ospiti non vedono figli e nipoti da più di due mesi se non attraverso la tecnologia e questo sta pesando molto sulla vita degli anziani e delle loro famiglie".

"Sul futuro della riapertura del centro diurno, premesso che non abbiamo nè il via libera nè i protocolli di lavoro per poter operare, la nostra attenzione dovrà essere massima su ogni aspetto della gestione quotidiana".

"Stiamo pensando alla creazione, per esempio, di piccoli gruppi di anziani per tipologie omogenee di situazioni sanitarie. In modo che la gestione possa svolgersi a settori separati. Potremmo in questo modo dare respiro alle famiglie in modo alternato. Con la presenza dei soli anziani che non possono rimanere nella sicurezza della loro casa. Al momento non credo sia pensabile far rientrare tutti come in precedenza".

"Tutte le famiglie sono state già contattate dal Comune e saranno richiamate da personale dell'Asp per ascoltare ogni singola situazione e capire le esigenze individuali e familiari e mettere insieme le persone piu affini. Dopo di che, ricevute indicazioni dal governo su come operare, metteremo in atto le soluzioni più idonee per la riapertura", conclude Di Prima.

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