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Processionarie del pino, come prevenire il fenomeno

Il periodo di presenza non dura più di un paio di settimane, tra la metà di marzo e la metà di maggio. Ecco come comportarsi

Processionarie del pino, come prevenire il fenomeno

La lotta alla processionaria del Pino risulta obbligatoria in tutto il territorio nazionale, tuttavia in Friuli Venezia Giulia, secondo l’Ersa non sussistono aree in cui la presenza della processionaria del Pino minacci seriamente la produzione o la sopravvivenza del popolamento arboreo, condizione per l'applicazione di misure di lotta obbligatoria all'insetto. Asugi è attiva sul territorio per contrastare la sua diffusione, prevenire infestazioni e pianificare le diverse tipologie di intervento in caso di avvistamento e/o contatto.
Le larve di questo lepidottero, giunte a maturità tra fine febbraio e aprile, abbandonano definitivamente il caratteristico nido e si dirigono nelle tipiche "processioni" verso il suolo in file lunghe anche vari metri. Il periodo di presenza delle processionarie non dura più di un paio di settimane, tra la metà di marzo e la metà di maggio.

In caso di avvistamento di larve o di nidi di processionaria in zone pubbliche, si raccomanda di avvisare gli organi competenti:

autorità comunali quali Verde pubblico; Ufficio Anagrafe Canina del Comune di Trieste; Osservatorio per le Malattie delle Piante di Trieste.

Il Servizio Disinfezione - Disinfestazione e Derattizzazione ASUGI, esegue esclusivamente interventi su insetti vettori di malattie infettive. In caso di proprietà privata, quindi, è il proprietario a doversi occupare del trattamento dell’area, facendo attenzione a coprire ogni parte del corpo al fine di evitare il contatto con i peli urticanti, molto fini e facilmente trasportabili dall'aria.
In ogni caso, gli interventi dovrebbero essere eseguiti da Ditte specializzate che trattano in sicurezza l'insetto ed i suoi nidi e smaltiscono correttamente quanto asportato.

È assolutamente necessario evitare il contatto, poiché i peli urticanti possono causare dermatiti, reazioni allergiche, infiammazione delle vie respiratorie superiori, irritazioni cutanee, asma e congiuntiviti sia sull’uomo che sugli animali, in particolare per cani e gatti che, annusando il terreno, potrebbero inalare o ingerire i peli comportando nell’animale gravi complicazioni.

Si consiglia quindi di prestare attenzione prima di sedersi sul terreno, evitare di addentrarsi nei boschi colpiti e di avvicinarsi alle fronde delle piante su cui si rinvengono le larve; evitare di toccare i nidi o le larve e di tenere il cane al guinzaglio durante le escursioni e, in caso di contatto, portare urgentemente l'animale dal veterinario.

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