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Sacile modello per la procreazione assistita

La struttura, trasferita dall'ospedale di Pordenone, sarà pienamente operativa dal mese di novembre

Sacile modello per la procreazione assistita

"In un'ottica di rinnovamento del sistema sanitario regionale, questa struttura rappresenta un modello di organizzazione verso il quale dobbiamo andare". Lo ha detto oggi a Sacile (Pordenone) il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, a margine della visita alla struttura semplice dipartimentale (Ssd) di Procreazione medicalmente assistita, trasferita dall'ospedale di Pordenone a quello di Sacile, che sarà pienamente operativa dal mese di novembre, mentre sono già stati aperti gli sportelli dedicati al servizio di consulenza preconcezionale.

Il vicegovernatore, prendendo spunto da questa esperienza di Sacile, ha rimarcato le ragioni che supportano la concentrazione delle attività specialistiche sanitarie di un territorio in un'unica struttura, "perché, se vengono frazionate in più centri, si riduce la casistica e con essa anche la qualità del servizio erogato ai cittadini".

"Vedere quindi - ha sottolineato Riccardi - che dei professionisti scelgano di cambiare la sede di lavoro per dedicarsi alla stessa attività in un contesto organizzativo più funzionale, è un merito che bisogna loro riconoscere".

La Ssd, operativa dal 2000 all'Ospedale di Pordenone e da quest'anno trasferita a Sacile, comprende l'attività ambulatoriale e la pratica delle tecniche di procreazione assistita omologa (gameti della stessa coppia) ed eterologa (gameti di un donatore esterno).

Oltre a Riccardi, hanno preso parte all'incontro, tra gli altri, anche il sindaco di Sacile, Carlo Spagnol, e i consiglieri regionali Mara Piccin e Ivo Moras.


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