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Silvio Brusaferro promuove il centro vaccini di Cividale

Il Presidente dell'Istituto superiore di sanità oggi ha accompagnato la madre per la somministrazione

Silvio Brusaferro promuove il centro vaccini di Cividale

"Confermo l'ottima impressione che ne avevo ricavato nella precedente visita: non ci sono file di attesa, gli operatori mettono in atto un'eccellente fase di accoglienza e nel complesso si riscontra una perfetta organizzazione. Direi che quello di Cividale del Friuli rappresenta un esempio virtuoso di centro vaccinale". Queste le parole di Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità, che oggi ha accompagnato la madre al Palazzo dello sport di Cividale per la vaccinazione anti-Covid.

"Parole che danno soddisfazione - ha commentato il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi - e che giro ai professionisti dell'Azienda sanitaria, alla Protezione civile e ai volontari che ci consentono di realizzare una macchina organizzativa efficiente e adeguata alla sfida che abbiamo davanti".

"Attualmente siamo tra le 6 e le 7mila somministrazioni al giorno in Fvg e con il modello organizzativo che abbiamo realizzato non ci sarebbero problemi ad aumentare il numero fino a 10mila (che è l'obiettivo fissato dal Governo), a patto che i vaccini ci vengano consegnati nei tempi programmati e in numero sufficiente", ha detto Riccardi a margine di un breve incontro con Brusaferro.

"Stiamo mettendo atto una gestione oculata della campagna di vaccinazione, equilibrando il rapporto tra numero di dosi disponibili e dosi da somministrare e facendo una programmazione, come ad esempio per questa settimana, che tenga conto della consegna di vaccino Pfizer che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Nella fattispecie - ha concluso - si tratta di circa 30 mila dosi".

In merito alla richiesta del governatore Fedriga di rivedere i meccanismi per l’inserimento nelle varie fasce di rischio, Brusaferro ha ricordato che è già stato avviato “il tavolo tecnico chiesto dalle Regioni per rivedere i parametri alla luce dell’evoluzione epidemiologica. Oggi, fortunatamente, abbiamo un’arma in più, i vaccini: questa è la sfida più importante. Siamo ancora in una fase della pandemia in cui, in Italia, c’è una circolazione significativa del virus, anche se siamo scesi sotto i 250 casi ogni centomila abitanti, ma con differenze tra le regioni. Quando si vede partire la curva, bisogna essere rapidi a bloccarla, ma soprattutto questo è il momento in cui dobbiamo accelerare sulla campagna vaccinale”, conclude Brusaferro.

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