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Slitta l’obbligo vaccinale: da settembre tutti a scuola

Per iscrivere i bambini al nido e alle materne al prossimo anno scolastico, non servirà alcuna documentazione

Slitta l’obbligo vaccinale: da settembre tutti a scuola

Per iscrivere i bambini al nido e alle materne a settembre non saranno obbligatorie le vaccinazioni. L’esclusione per chi non è in regola slitta all'anno scolastico successivo. Lo ha stabilito il Senato, che ha approvato con 149 sì l’emendamento bipartisan di Lega e Movimento 5 Stelle al decreto ‘mille proroghe’, facendo così decadere quanto previsto dalla legge Lorenzin che prevedeva l’obbligo dell’immunoprofilassi, portando i vaccini da 4 a 10, quale requisito d’accesso alle scuole per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni.

In Fvg, nei giorni scorsi, una delegazione dei comitati ‘no vax’, accompagnata dalle associazioni dei genitori contro l’obbligo vaccinale, aveva presentato richiesta alla III Commissione Consiliare di aprire un tavolo di confronto. Nell’occasione, l’assessore regionale alla salute Riccardo Riccardi aveva dato la disponibilità al confronto e soprattutto a verificare quanto fanno le altre regioni italiane.

Ha dovuto, però, far presente che l’obbligatorietà o meno della vaccinazione non è di competenza regionale e che l’uso o meno dei vaccini deve scaturire dagli studi e dalle conclusioni della comunità scientifica.

Intanto arrivano le prime critiche alla decisione del Senato. Il presidente dell’Istituto Superiore di sanità, Walter Ricciardi, è intervenuto su twitter affermando che si tratta di “un atto di grande irresponsabilità, privo di razionale etico e scientifico, che metterà a rischio la salute di migliaia di bambini. Chi pagherà quando si realizzeranno le sue conseguenze?”.

“Lo sprezzo manifestato dalla maggioranza nel corso di questa votazione è pari alla loro incoscienza, che li porta a giocare con la vita dei bambini”, ha detto la senatrice del Pd Tatjana Rojc, al termine delle voto che ha approvato l'emendamento che fa slittare di un anno l'obbligo di presentare i certificati vaccinali per l'iscrizione alla scuola dell'infanzia e ai nidi.

Per Rojc “stiamo tornando ai tempi dell'Inquisizione, in cui la scienza era peccato, oggi i metodi sono diversi ma la sostanza è la stessa: il parere della comunità scientifica non conta nulla e pazienza se i casi segnalati sono ancora molti. A questo punto spero che le Amministrazioni regionali e locali faranno tutto il possibile per compiere un'opera di supplenza informativa, a fronte di questo pessimo segnale lanciato da Lega e 5Stelle”.

“In quest'azione – ha concluso la senatrice - va riconosciuto che ormai parecchio tempo fa il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia sono stati antesignani nell'introdurre l'obbligo vaccinale”.

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