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Stato di agitazione nella sanità pordenonese

Contagi in aumento tra il personale. I sindacati Nursind, Cgil, Uil e Rsu chiedono 200 assunzioni e più sicurezza

Stato di agitazione nella sanità pordenonese

Stato di agitazione del personale del comparto sanità per gravi problematiche lavorative e organizzative in Asfo, oltre alla carenza di organico e alle difficoltà degli operatori, allo stremo a causa della pandemia e alle prese coi contagi: Gianluca Altavilla, segretario provinciale Nursind, Pierluigi Benvenuto segretario provinciale Cgil, Bruno Romano segretario provinciale Uil e Adelina Zanella, coordinatore Rsu, chiedono all’Azienda un incontro di conciliazione e raffreddamento e trasmettono una lettera al Prefetto.

"Se siamo giunti a questo punto, ovvero a presentare una lettera ad Asfo, è perché costretti: abbiamo percorso le vie istituzionali di dialogo e incontro coi vertici, ma non abbiamo ottenuto niente se non promesse, rinvii e attese – hanno messo in luce le parti sociali -. Dopo la prima ondata di pandemia, terminata a maggio, Asfo non ha fatto nulla in merito all’istituzione di reparti e percorsi di malattie infettive Covid-19, pur sapendo che ci sarebbe stata la seconda fase. In primavera, dopo la prima emergenza, non è stato assunto personale a sufficienza dal concorso e non sono stati rinnovati i contratti a tempo determinato, nonostante la presenza di leggi che permettono la deroga sulle assunzioni. Adesso il personale a tempo determinato è stato rinnovato sino a dicembre, anziché per un anno, e il piano assunzione è insufficiente per le esigenze aziendali. 21 operatori sociosanitari assunti a tempo determinato non sono altro che le sostituzioni degli interinali".

Questa carenza ha comportato la chiusura del punto di primo intervento di Maniago, delle sale operatorie di Spilimbergo, con la conversione del reparto di chirurgia in Covid-19 a bassa intensità, la chiusura del reparto di medicina sempre di Spilimbergo e di quattro sale su cinque operatorie a San Vito al Tagliamento, la chirurgia della mano convertita Covid-19. L'ortopedia di Pordenone si occupa solo della traumatologia, riducendo ai minimi termini i servizi erogati e potendo mantenere prestazioni di urgenza e oncologiche, provocando in alcuni ambiti interruzione di pubblico servizio.

Altro dato preoccupante è l’aumento dei contagi tra gli operatori: basti pensare alla concentrazione delle positività nei presidi di Spilimbergo, Pordenone, San Vito, nei reparti Covid-19 e sul territorio. I sindacati ricordano che le mascherine Ffp2 non rispettano ergonomia e perfetta adesione al volto.

"L’aumento delle infezioni del personale già carente ha comportato la mobilità selvaggia da altri reparti e servizi senza visita preventiva con medico competente – hanno evidenziato -. Altri operatori soggetti alla mobilità a loro volta infettati. L’avviso pubblico per la formulazione di graduatoria da utilizzare per le assunzioni a tempo determinato per infermiere scade il 20 novembre, quando gli infermieri del corso di laurea di Pordenone e Udine (96 unità) si laureano il 26 novembre. La direzione generale, durante la pandemia, non ha saputo dare risposte concrete alle questioni poste. La carenza cronica di personale è insopportabile e insostenibile. Ci sono anche carenze organizzative e mancanza di governance, che abbiamo segnalato più volte. Nonostante gli incontri nulla è stato fatto per permettere a ogni operatore di svolgere adeguatamente il proprio ruolo: con il tempo si sono evidenziate diverse incongruenze e mancanze che, a nostro avviso, non permettono di lavorare in sicurezza e di garantire il massimo grado di qualità di servizio alla cittadinanza".

Quindi le richieste dei sindacati:
1. rinnovo per almeno un anno del personale a tempo determinato in scadenza a fine anno;
2. per far fronte a necessità dettate dalla pandemia e ripristino delle attività ordinarie l’assunzione di 100 infermieri e 100 operatori socio-sanitari, tenuto conto della graduatoria a tempo determinato;
3. proroga della scadenza dell’avviso a tempo determinato per infermieri al 12 dicembre 2020;
4. verifica dei dispositivi individuali di protezione, visite preventive prima dell’assegnazione al reparto Covid-19 con relativo tampone, apertura dell’infortunio a carico dell’azienda;
5. informazione sindacale puntuale e cadenzata sulle modifiche organizzative aziendali.

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