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Trieste, tramonta l'ipotesi della nave Covid

I numeri dei contagi non giustificano la soluzione del traghetto. Ma infuria la polemica politica

Trieste, tramonta l\u0027ipotesi della nave Covid

Domani sarà comunicata la decisione ufficiale dell'AsuGi ma, stando ai numeri, appare ormai decisamente tramontata l'ipotesi della nave Covid a Trieste. "Fortunatamente quel fenomeno che era stato prudenzialmente ipotizzato in certi termini si sta presentando in dimensioni e intensità di portata significativamente inferiore. All'interno delle residenze per gli anziani, infatti, a seguito delle politiche adottate con i tamponi, il tracciamento e la separazione dei percorsi, il tasso di contagio è in diminuzione e le guarigioni stanno aumentando. Quindi la stima iniziale, che rappresentava un fabbisogno di almeno nuovi trecento posti letto per gli ospiti delle case di riposo affetti da coronavirus, in realtà appare essere inferiore", ha detto oggi a Palmanova il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, nel corso della riunione in videoconferenza con i rappresentanti e i sindaci dell'Ambito che fa riferimento all'Azienda sanitaria universitaria Giuliano Isontina (Asugi).

Dati alla mano, insomma, la nave ospedale non serve più. Al posto del traghetto Gnv Allegra, l'Azienda dovrà comunicare, nel corso dell'audizione in programma domani in Consiglio regionale, le soluzioni alternative individuate per accogliere gli anziani positivi al Covid-19.

Il dietrofront ha ulteriormente rinfocolato le polemiche politiche. "La città che più di tutte è stata colpita dal virus e che più di tutte è stata trascurata dalla Regione, subisce l'onta del cinismo di Fedriga: certo, dopo oltre due mesi dallo scoppio dell'emergenza, la nave non serve più. Ma non è mai servita. Serviva intervenire subito, senza tentare di nascondere quello che succedeva nelle case di riposo, fin quando è stato troppo tardi. Rimane la vergogna delle persone abbandonate in strutture da dove bisognava portarle via subito”. Lo afferma la deputata Debora Serracchiani, dopo che il presidente della Regione Massimiliano Fedriga ha confermato che la nave-ospedale GNV “Allegra” non arriverà a Trieste.

“Dopo i ritardi e gli errori arriva lo scaricabarile ma – ammonisce la parlamentare - non si scommetta sull'oblio: questa è una ferita nel corpo di Trieste.‎ La Giunta Fedriga deve assumersi l'intera responsabilità di questa tragica vicenda e risponderne: una prova di inefficienza e di arroganza consumata sulla pelle di centinaia di anziani. Non sappiamo se questa vicenda è costata vittime. Certo – puntualizza Serracchiani - è inaccettabile che a Trieste Fedriga e Riccardi si nascondano dietro‎ ai tecnici, mentre a Roma rivendicano il diritto e il dovere della politica di fare scelte anche diverse da quanto indicato da medici e scienziati. Con la differenza che a Roma c'era un comitato scientifico di specialisti, a Trieste no. Settimane gettate, precauzioni non prese, anziani ancora nelle case di riposo da cui dovevano essere trasferiti con urgenza, da accertare se siano‎ stati spesi fondi pubblici‎. Con questo bilancio – conclude - qualcuno dovrebbe trarre delle conclusioni coerenti".

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