Home / Salute e benessere / Un aiuto concreto contro l’endometriosi

Un aiuto concreto contro l’endometriosi

Questa patologia invalidante è ancora troppo poco conosciuta e difficile da identificare. Ne parliamo con il dottor Federico Romano

Un aiuto concreto contro l’endometriosi

Una ferita sanguinante o un livido sono segni evidenti che qualcosa non va. Quando, però, un malessere può essere solamente riportato da chi ne soffre, c’è il rischio di essere sottovalutati. È il caso dell’endometriosi, malattia cronica caratterizzata dalla presenza di endometrio, tessuto che tipicamente riveste l’utero, in sedi differenti come ovaie, intestino o vagina, condizione che porta a una reazione infiammatoria a carico di pelvi e addome. Ancora oggi resta una patologia sottostimata perché poco conosciuta e difficile da identificare con chiarezza; realisticamente si ritiene che in Italia circa 650.000 donne tra i 15 e i 50 anni ne siano colpite.

Il dottor Federico Romano, ginecologo del Burlo Garofolo di Trieste, responsabile dell’attività chirurgica ginecologica, oncologica e dell’endometriosi, ci spiega quali possono essere le soluzioni per ridurne il dolore e i problemi legati all’infertilità.


L’endometriosi è una malattia invalidante che può determinare dolore cronico persistente, che tende ad aumentare nel periodo mestruale e può essere accompagnato da dolore durante i rapporti sessuali, dolore alla minzione e defecazione, e difficoltà nel procreare. Infatti circa il 30-40% di donne con problemi di infertilità è affetta da endometriosi. Il primo approccio da adottare è la terapia medico-farmacologica ormonale, e solo in caso di fallimento si può avviare la paziente alla chirurgia”.

Quando si consiglia di intervenire chirurgicamente?
“Bisogna tenere in considerazione diversi fattori: sintomatologia, presenza di infertilità ed esigenze della donna, come ad esempio controllo del dolore o desiderio di avere figli. La chirurgia ha l’obiettivo di ridurre il dolore, aumentare la possibilità di gravidanza, diminuire il rischio di danno d’organo e di prevenire le recidive. In funzione di ciò, esistono diverse opzioni chirurgiche da adottare: strategia conservativa, che permette di eliminare ad esempio cisti endometriosiche, indicata per pazienti in età procreativa che desiderano avere figli, o demolitiva, che prevede l’asportazione di organi colpiti dalla patologia”.

Si tratta di interventi chirurgici impegnativi?
“La metodica chirurgica con cui si tratta tipicamente l’endometriosi è la chirurgia laparoscopica, tecnica mininvasiva che, praticando piccole incisioni, permette l’introduzione di un sottile tubo chiamato laparoscopio dotato, oltre che di strumenti per operare, di una fotocamera collegata a un monitor che consente al chirurgo di vedere all’interno del corpo. Al Burlo la tecnologia è molto avanzata: si usa, infatti, la laparoscopia ad alta definizione 3D e vengono praticati circa 200 interventi l’anno solo per le problematiche legate all’endometriosi.
Questo metodo, effettuato in anestesia generale, permette di asportare con precisione solo le lesioni endometriosiche come ad esempio le cisti; inoltre, rispetto alla chirurgia tradizionale ‘a cielo aperto’, la chirurgia mininvasiva determina una durata della degenza ridotta, con una ripresa delle normali attività quotidiane e lavorative più rapida”.

Com’è organizzato il Burlo per diagnosi e trattamento di questa patologia?
“Bisogna ricordare che l’endometriosi è una patologia cronica per cui è fondamentale che la paziente venga presa in carico, come facciamo al Burlo, grazie a un percorso dedicato che trova il suo fulcro nell’ambulatorio di endometriosi, attivo ormai da tre anni, associato a un servizio di ecografia di secondo livello per fare diagnosi, eventuale laparoscopia ad alta definizione e ritorno in ambulatorio per il follow up. Questo inquadramento diagnostico-terapeutico, che avviene presso la Clinica Universitaria Ostetrica e Ginecologica del Burlo Garofolo, diretta dal professor Giuseppe Ricci, permette di seguire le donne nel tempo, in modo tale da scegliere le strategie terapeutiche che meglio si adattano alle diverse situazioni e alle esigenze delle pazienti”.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori