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Una bio-banca transfrontaliera per favorire la medicina personalizzata

La Fondazione Italiana Fegato leader partner di un progetto Interreg Italia-Slovenia che interessa anche l'Ateneo di Trieste

Una bio-banca transfrontaliera per favorire la medicina personalizzata

Una bio-banca transfrontaliera per l’armonizzazione dei sistemi per la raccolta di campioni biologici: è il nuovo progetto supportato dal Programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Slovenia e finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, al quale partecipano la Fondazione Italiana Fegato Onlus (Leader partner), il Centro di Medicina Trasfusionale della Repubblica Slovena / Zavod Republike Slovenije za transfuzijsko medicine, l’Università di Trieste, l’Azienda Ulss 3 Serenissima – Venezia Mestre, l’Università di Lubiana, Facoltà di Medicina / Univerza v Ljubljani Medicinska Fakulteta e la società Experteam srl – VEGA Parco Scientifico -Tecnologico, Venezia Mestre.

“Il progetto per una piattaforma transfrontaliera per un’efficiente gestione delle biobanche (C3B)", afferma il Direttore scientifico della Fondazione Italiana Fegato, Claudio Tiribelli, “nasce dalla considerazione che oggi le biobanche sono considerate una risorsa chiave per la ricerca sulle diverse patologie e sono di fondamentale importanza per l’evoluzione verso una medicina personalizzata. Esse forniscono informazioni chiave sullo stile di vita e sulla salute e quindi una base per i programmi di prevenzione delle malattie e il miglioramento della salute pubblica. I campioni biologici (cellule, tessuti, biomolecole) e i dati sulle malattie – aggiunge Tiribelli – sono necessari per lo sviluppo di qualsiasi nuovo farmaco o per l’individuazione di marcatori diagnostici, pertanto, le biobanche rappresentano una risorsa chiave per lo sviluppo di nuove applicazioni in campo medico. La partecipazione del Centro regionale specializzato e programma regionale biomarcatori diagnostici, prognostici e predittivi (CRIBT) dell’Azienda ULSS 3 Serenissima e di Experteam rende il progetto più operativo”.

Il progetto C3B intende creare un collegamento operativo con le biobanche esistenti in Friuli Venezia Giulia ed espandere questa rete alla Slovenia e al Veneto. Ciò consentirà di creare una massa critica di strutture e ottimizzare l’uso dei campioni biologici.

“La giurisdizione della gestione delle biobanche è confinata a livello regionale o nazionale. Per il corretto funzionamento delle biobanche – spiega il Presidente della FIF Decio Ripandelli, ricordando che si sono associati al progetto anche l’Agenzia per lo sviluppo di prodotti medicali e dispositivi medici della Slovenia / Javna agencija Republike Slovenije za zdravila in medicinske pripomočke, la Regione Friuli Venezia Giulia – Direzione centrale salute, politiche sociali e disabilità e il Ministero della salute della Repubblica Slovena / Republika Slovenija, Ministrstvo za zdravje – è necessaria un'armonizzazione dei processi nell’area transfrontaliera che consentirà ai responsabili sanitari nel settore pubblico o privato e agli organi regolatori di pianificare, monitorare e valutare l’area del biobanking in ambito sanitario per fornire basi standardizzate per una ricerca armonizzata e qualificata. Questo tipo di azione può essere realizzata solo attraverso la condivisione dei protocolli tra le varie istituzioni che gestiscono i sistemi di biobanche in entrambi i paesi e le competenze consolidate delle autorità pubbliche che stabiliscono le politiche e i regolamenti nel campo del biobanking”.

La situazione attuale evidenzia la necessità di migliorare la cooperazione tra le parti interessate nell’area di riferimento del programma e di ottimizzare l'efficienza del sistema pubblico con modelli di funzionamento innovativi. Attualmente, la gestione è frammentata a causa della mancata armonizzazione dei database, dei diversi processi d’acquisizione e mantenimento dei campioni e dati correlati, della legislatura riguardante le biobanche, fattori che ostacolano lo scambio semplice e veloce di campioni nell’area transfrontaliera. La soluzione innovativa per rimuovere tali barriere è quindi la creazione di una piattaforma di biobanca transfrontaliera comune che preveda: l’armonizzazione di procedure, modelli e database; la stipula di un protocollo comune di biobanca; la messa a punto di un sistema per la visualizzazione semplificata e l'accesso ai campioni biologici e ai corrispondenti dati in tutta l’area transfrontaliera.

La piattaforma sarà supportata da un programma di formazione per i pianificatori delle politiche sanitarie e il personale coinvolto a diversi livelli dal sistema di biobanking, contribuendo a rafforzare le capacità di collaborazione istituzionale delle autorità pubbliche con i principali soggetti interessati nel settore del biobanking nell’area del programma di Cooperazione Interreg V-A Italia-Slovenia.

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