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Una casa a prova di Coronavirus

Il laboratorio Catas ha analizzato le superfici degli arredi e la loro resistenza verso i prodotti per pulire e igienizzare

Una casa a prova di Coronavirus

In questi difficili mesi di emergenza sanitaria ci siamo abituati a diffidare di tutto e tutti. A cominciare da noi stessi, che avremmo potuto essere portatori asintomatici di Coronavirus e contagiare gli altri, passando poi ad amici e parenti, dei quali non conoscevamo il reale stato di salute, per arrivare ai colleghi, altri soggetti da “tenere a distanza”.
NUOVE ABITUDINI - Anche sulla gestione delle nostre abitudini c’è stato molto da riflettere. Guanti e mascherine sono diventati fedeli compagni e pure sulla cura della casa ci sono molte domande ancora in sospeso. A rispondere ci ha pensato Fraco Bulian, vicedirettore del Catas di San Giovanni al Natisone, che ha approfondito proprio il tema dell’igienizzazione delle superfici domestiche. “Studi recenti, effettuati proprio sul Covid-19, indicano una sopravvivenza abbastanza prolungata di questo virus sulle materie plastiche (fino a 72 ore) e sull’acciaio (48 ore), mentre risulta più ridotta sul cartone o sul rame – spiega Bulian -. Il dato forse più interessante per ciò che riguarda gli arredi interni è quello relativo alle plastiche, considerando che molte delle superfici che ci circondano sono verniciate o realizzate comunque con laminati o altri materiali a base polimerica che rappresentano, appunto, i costituenti primari delle plastiche”.

OCCHIO ALL’IGIENE - Il mondo dell’arredo e delle finiture si ritrova coinvolto in richieste specifiche di efficacia antibatterica delle superfici o comunque della loro capacità di resistere alle frequenti operazioni di pulizia e di disinfezione. Ecco perché il Catas ha svolto analisi in questo settore. “L’effetto antibatterico delle superfici è normalmente ottenuto grazie all’aggiunta di particolari additivi (ad esempio a base di argento) che svolgono un’azione battericida e/o inibitoria verso la loro proliferazione – chiarisce Bulian -. La pulizia frequente e la disinfezione delle superfici sono azioni raccomandate a ogni livello per contrastare la diffusione del “Covid-19. Tra i prodotti dichiaratamente efficaci contro i virus vi sono i preparati a base alcolica e quelli contenenti agenti ossidanti, come l’ipoclorito di sodio o l’acqua ossigenata. L’alcool è certamente un agente da tenere in debita considerazione, in quanto tende a volte a provocare il rammollimento di alcuni rivestimenti. Gli agenti ossidanti possono essere invece responsabili di decolorazioni o ‘sbiadimenti’, anche se non esistono attualmente molti dati per poter presentare una reale casistica. Una particolare attenzione bisogna infine porla ai coloranti che a volte vengono aggiunti a questi prodotti: se tali sostanze penetrano profondamente all’interno delle superfici diventano poi difficili da rimuovere, determinando l’insorgenza di indesiderate macchie colorate”.
ATTENZIONE A STROFINARE - “Oltre alla prova che valuta il semplice contatto di un liquido con la superficie in prova, il Catas ha anche messo a punto un metodo per valutare l’effetto combinato del contatto con lo strofinio, simulando sostanzialmente una reale operazione di pulizia. L’effetto combinato può essere infatti assai deleterio, provocando striature o aloni indelebili sulle superfici dei mobili e degli arredi in genere. Gli strumenti messi a disposizione dal Catas possono rappresentare senz’altro un valido aiuto per il mercato in attesa che anche il mondo normativo inizia a considerare e a lavorare su queste nuove esigenze”.

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