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Unicef conferma AsuGi 'Comunità Amica dei bambini'

Oggi la cerimonia di consegna della pergamena dell’Iniziativa Insieme per l’Allattamento

Unicef conferma AsuGi \u0027Comunità Amica dei bambini\u0027

Oggi, al Centro di Formazione Aziendale di AsuGi, si è tenuta la cerimonia di consegna della Pergamena da parte dell’Unicef Italia che conferma il territorio giuliano dell’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina Comunità amica delle Bambine e dei Bambini per l’Iniziativa Insieme per l’Allattamento (Baby Friendly Initiative-Unicef).

Hanno partecipato alla cerimonia: Antonio Poggiana, direttore generale AsuGi, Lauretta Carlon, Presidente del Comitato regionale Unicef, Riccardo Riccardi, vicepresidente della Regione, Anna Maria Cisint, Sindaco Comune di Monfalcone, Stefania Solare, Coordinatrice Programma Insieme per l’allattamento Unicef Italia, Elise Chapin, Technical Officer Programma Insieme per l’allattamento Unicef Italia, Sara Marocco e Roberta Giornelli, team aziendale allattamento AsuGi, Annamaria Cortese, Ostetrica AsuGi, Martina Furlanich, testimone delle mamme e dei genitori, Alessandra Jerman, Mamme alla Pari, Michaela Laudicina, Leche League.

Nel 2015, l’allora Azienda per l’assistenza sanitaria n.1 triestina, era stata insignita di questo importante riconoscimento, la quarta comunità in Italia e la prima in Friuli Venezia Giulia. Quella di oggi è la prima riconferma nel nostro Paese.

La Visita di rivalutazione da parte dei tutor/valutatori di Unicef si è svolta nel dicembre 2019 e attraverso 141 interviste tra operatori e mamme (numero mai raggiunto in precedenza) ha confermato il mantenimento degli standard e delle Buone Pratiche definendo la qualità dei servizi offerti dai Consultori Familiari del territorio giuliano come originale e innovativa ed adeguata all’impegno di realizzazione di strategie di promozione della salute.

Far parte della Rete Unicef ha permesso un continuo miglioramento dei servizi sanitari attraverso delle pratiche assistenziali che affiancano i genitori e permettono loro di fare le migliori scelte possibili per l’alimentazione, la cura e lo sviluppo dei propri figli.

Inoltre essere una Comunità Amica prevede il rispetto del Codice Internazionale per la commercializzazione dei sostituti del latte materno e degli alimenti per l’infanzia offrendo così una protezione dal marketing indiscriminato sia degli operatori che delle famiglie.

La protezione dell’allattamento infatti è considerata una priorità di salute pubblica, in quanto modalità inimitabile di fornire ai bambini e alle bambine l’alimento ideale, per consentirgli di raggiungere il massimo livello di salute e di sviluppo possibile come diritto universalmente riconosciuto.

La valutazione esterna da parte dell’Unicef Italia ha permesso di mettere in evidenza i punti di forza e le criticità dei nostri servizi permettendo ora di predisporre un piano di miglioramento che comprende anche il territorio isontino che, unito nello stesso percorso con il territorio giuliano, si adegueranno agli standard richiesti.

I Gruppi di Lavoro sui 10 passi di dell’iniziativa Insieme per L’allattamento dell’Unicef già dalla costituzione di AsuGivedono la partecipazione dei professionisti che lavorano nei territori dell’azienda a cui si aggiungono professionisti dell’Irccs Burlo Garofolo, Peer Counselor delle Mamme alla Pari e della Leche League.

Durante la pandemia sono rimasti sostanzialmente invariati gli accessi alle attività del Percorso Nascita in particolare è stata garantita la partecipazione agli Incontri di Accompagnamento alla Nascita di 6 donne su 10, trasformando l’attività in presenza in incontri on line, e di accesso all’Accoglienza delle Nuove Famiglie, a domicilio o in ambulatorio, a 9 nuovi nati su 10.

Questi dati sono stati oggetto Dello studio “Studio BiSogni: bisogni e prospettive nel percorso nascita in epoca Covid” frutto della collaborazione di AsuGI e Iss, il cui focus è esplorare le mutate necessità delle donne, delle coppie, dei partner e delle operatrici/operatori in relazione alle restrizioni dovute alla pandemia e sviluppare modalità di contatto innovative eventualmente da mantenere, qualora efficaci e gradite, anche dopo il termine del periodo pandemico.

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