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Uno strumento per scovare il Coronavirus nel respiro

Il dottor Canciani sta sperimentando il nuovo device Revid 19, messo a punto da Eurotech, che sfrutta l'intelligenza artificiale e la tecnologia Iot

Uno strumento per scovare il Coronavirus nel respiro

Si chiama Revid 19 il nuovissimo device messo a punto da Eurotech per la ricerca della presenza del Covid 19 nel respiro. La sperimentazione è già in corso. Si tratta di uno strumento dotato di intelligenza artificiale e tecnologia Iot (Internet of things): una serie di sensori raccoglie le informazioni provenienti dal nostro fiato, ovvero riconosce le anomalie dell’aria eliminata dai bronchi, il cosiddetto esalato.

Da qualche tempo, Revid 19 è stato concesso in uso all’associazione Allergie e Pneumopatie infantile Alpi Odv di Udine e al suo presidente, Mario Canciani, pneumologo di fama internazionale. E’ stato finora analizzato, in via sperimentale dalla macchina, il respiro di 30 persone.

"Siamo a disposizione della comunità: la campionatura dei risultati è per noi fondamentale. Per questo, ci rivolgiamo ai nosocomi della regione perché possano utilizzare lo strumento in pazienti ambulatoriali e ospedalizzati. La manovra necessaria è molto semplice: si basa sull'espirazione per 20 secondi in uno strumento che invia i dati, processati da un algoritmo di intelligenza artificiale, e poi letti da un medico competente in materia. Non ci sono rischi di contagio né per la salute dei pazienti", spiega il dottor Canciani.

"Ci è piaciuta l’idea di Canciani", afferma Ugo Padulosi, a capo della R&D di Eurotech. "Partendo dal nostro know-how sull’analisi dell’aria e sul calcolo ad alte prestazioni, siamo fieri di aver messo a disposizione la tecnologia di Eurotech per questo progetto di tutela della salute pubblica, in un momento così complicato di pandemia. Sono necessari, però, ai fini della sperimentazione, più pazienti da sottoporre al test del respiro, per far apprendere alla rete neurale con un maggior numero di dati".

Mario Canciani si occupa da sempre di patologie dell’apparato respiratorio, dapprima all’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste e poi alla clinica pediatrica dell’Università di Udine. Per 12 anni nel comitato direttivo della maggiore associazione medica europea, l’European Respiratory Society, è stato il fondatore di Alpi, l’associazione dei bambini asmatici, allergici e con problemi respiratori, e del Grap, il Gruppo regionale di allergo-pneumologia.

Attualmente è presidente regionale di Isde (Medici per l’ambiente) e coordinatore della Siaip Fvg (Società italiana allergie e immunopatologie pediatriche) e si occupa in particolare degli effetti dell'inquinamento sulla salute dei bambini e sulle patologie allergiche e pneumologiche. È autore di oltre 200 pubblicazioni scientifiche e di una trentina di libri.

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