Home / Spettacoli / 'La donna elettrica' per Monfalcone è Cinema

'La donna elettrica' per Monfalcone è Cinema

Martedì 4 agosto, in piazza Falcone e Borsellino, ospite Martina Bucci, responsabile giovani di Legambiente Fvg

\u0027La donna elettrica\u0027 per Monfalcone è Cinema

“Monfalcone è Cinema”, martedì 4 agosto alle ore 21.00, in piazza Falcone e Borsellino, propone il film “La donna elettrica” per la regia di Benedikt Erlingsson. Introduzione a cura di Laura Blasich e Katia Bonaventura, ospite Martina Bellucci per parlare di impegno ambientale.

Martina Bellucci, classe 1991, di Pordenone, laureatasi a Udine in "Scienze per l'ambiente e la natura", si avvicina al mondo dell'attivismo ambientale tramite un'associazione universitaria, Neoateneo. L'esperienza con cui entra in Legambiente è il Servizio Civile, svolto con il circolo locale di Pordenone, "Fabiano Grizzo". Diventa membro del direttivo in quello stesso anno, mentre l'anno successivo entra a far parte della segreteria regionale. Oggi per Legambiente del Friuli Venezia Giulia svolge attività di coordinamento e segreteria e ha il ruolo di responsabile dei giovani. Oltre a Legambiente, dà supporto a un'altra associazione pordenonese, L'altrametà, con la quale collabora alla realizzazione della sua rassegna culturale Il dialogo creativo, incentrata sui temi di cittadinanza, cultura e migrazioni. Per non farsi mancare nulla, fa anche volontariato con un'associazione che si occupa di tempo libero di persone adulte con disabilità, La Ginestra. 


“La donna elettrica” è un film islandese del 2018, selezionato per la Settimana della critica al festival di Cannes dello stesso anno, che racconta di Halla, una donna single di circa cinquant'anni che dirige un piccolo coro nella verde ed educata Islanda. La protagonista, però, non è solo questo, perché Halla non resta in casa a farsi bombardare dalle notizie e dalle immagini catastrofiche che arrivano dalla televisione, esce, agisce e punta in alto, a salvare il mondo.
Benedikt Erlingsson voleva fare un feel good movie su una minaccia planetaria e c'è riuscito, azzeccando un tono altro, né action né classica commedia, com'è altro il paesaggio geografico e sociale islandese rispetto al resto del globo. Erlingsson scrive e dirige una storia tutta al femminile, nella quale il fisico e l'intensità espressiva di Hallora Geirharðsdóttir sono protagoniste assolute. Ma la questione femminile è anche interna al racconto, nel richiamo della maternità, nelle metafore del ventre della terra, nel patto che lega le due sorelle. Halla non sembra avere un tornaconto personale, ma un obiettivo dedicato al futuro, o meglio, alle future generazioni che, nel corso del film, diventano qualcosa di molto più concreto per la protagonista.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Sport news

Cultura

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori