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'La Scelta di Maria', Aquileia torna sul piccolo schermo

Dopo il successo 2021, il docu-film dedicato alla storia del Milite Ignoto venerdì 4 novembre in prima serata su Rai3

\u0027La Scelta di Maria\u0027, Aquileia torna sul piccolo schermo

Venerdì 4 novembre, in occasione dell’anniversario dalla tumulazione del Milite Ignoto all’Altare della Patria (4 novembre 1921), va in onda in prima serata su Rai3 il docu-film diretto da Francesco Miccichè e prodotto da Gloria Giorgianni “La Scelta di Maria”, con Sonia Bergamasco nel ruolo della “madre d’Italia” Maria Bergamas, una produzione Anele in collaborazione con Rai Cinema, con il patrocinio del Ministero della Difesa, in collaborazione con la Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali – Presidenza del Consiglio dei Ministri, in co-produzione con Luce-Cinecittà e con Tenderstories, con il contributo di Fondazione Aquileia, Regione Friuli Venezia Giulia, Promoturismo FVG e il sostegno di Intesa Sanpaolo e Comune di Aquileia.

Un progetto di grande valore di servizio pubblico, riconosciuto e apprezzato anche dalle istituzioni internazionali: sabato 5 novembre, nell’ambito delle celebrazioni per la Festa dell’Unità Nazionale e delle Forza Armate, il docu-film sarà proiettato all’Istituto Italiano di Cultura all’interno dell’Ambasciata Italiana a Pechino, dopo esser già stato proiettato lo scorso giugno al Parlamento Europeo di Bruxelles in occasione di una tavola rotonda dedicata al ruolo delle donne nei conflitti, alla presenza di numerose istituzioni e al cast del film.

Il docu-film andato in onda per la prima volta lo scorso anno su Rai1, riscuotendo ottimi risultati di pubblico e critica con quasi 4 milioni di telespettatori e il 18% di share, viene riproposto su Rai3 nello storico anniversario. Attraverso le interpretazioni di Sonia Bergamasco (Maria Bergamas), di Cesare Bocci, nel ruolo del Ministro della Guerra Luigi Gasparotto, e di Alessio Vassallo nei panni del tenente Augusto Tognasso, il docu-film ripercorre la vicenda politica, sociale e umana dietro la nascita del Milite Ignoto, integrando il racconto con preziosi repertori d’epoca, animazioni originali e una serie di “interviste ricostruite” ai protagonisti della storia, interpretati dai rispettivi attori, per restituire alle nuove generazioni un ritratto umano e profondo di chi ha vissuto in prima persona una vicenda storica senza precedenti, capace di rappresentare gli stati d’animo e le emozioni di un intero Paese, profondamente scosso dalla distruzione e dallo smarrimento generati dalla Grande Guerra.

Il racconto del docu-film prende il via proprio nel “biennio rosso” successivo alla Prima Guerra Mondiale, in un’Italia in piena crisi economica, sconvolta da profonde divisioni politiche e sociali. È in questo contesto che il ministro della guerra Luigi Gasparotto istituì due commissioni che lavoravano tra Gorizia e Aquileia: la prima, formata da un medico e sei reduci pluridecorati, tra cui il tenente Augusto Tognasso, aveva il compito di cercare undici salme di soldati non riconoscibili nei luoghi in cui erano avvenute le battaglie più cruente; la seconda doveva scegliere una madre che aveva perso un figlio in guerra. Questa donna avrebbe dovuto indicare una delle undici salme trovate dalla prima commissione per farne un simbolo di tutti i caduti in guerra mai identificati, il Milite Ignoto.

La narrazione ripercorre il toccante momento in cui Maria Bergamas, una contadina alla quale era rimasta solo una lettera del figlio Antonio, venne scelta come “madre d’Italia” tra la commozione di tutta la commissione, e quello della mattina del 28 ottobre 1921 quando, nella cattedrale di Aquileia, lei si inginocchiò davanti alla decima bara, decretando così il Milite Ignoto, fino allo storico viaggio in treno che trasportò la salma da Aquileia a Roma. Un viaggio di 120 soste durato 4 giorni, a bordo del quale Maria Bergamas e il tenente Tognasso assistettero ad uno spettacolo unico: in tutte le tappe, intere folle di persone si inchinavano, pregavano e salutavano. Il Milite Ignoto divenne il simbolo del dolore di tutti gli italiani; quel viaggio, un momento di elaborazione di un lutto collettivo in cui si ritrovarono vicine le diverse anime del Paese.

Il racconto si chiude a Roma, dove il convoglio venne accolto dal Re “soldato” Vittorio Emanuele III. Nello stesso istante, nelle città di tutta Italia, ci fu un lungo e silenzioso momento di cordoglio, voluto dal Ministro Gasparotto, scandito solo dai pianti delle madri, dai rintocchi delle campane e da ventun colpi di cannone. Il Milite Ignoto venne tumulato il 4 novembre 1921 all’Altare della Patria dove, ancora oggi, è vegliato senza sosta dai militari di tutte le armi che a turno rendono onore al soldato senza identità, simbolo di un Paese per una volta unito. Quando Maria morì, nel 1953, chiese di essere sepolta dietro la cattedrale di Aquileia, a fianco delle altre dieci salme di soldati ignoti che lei non scelse.

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