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'Le sorelle Robespierre' inaugura la stagione de La Contrada

Al Teatro Orazio Bobbio di Trieste, dal 21 al 31 ottobre, in scena Ariella Reggio, Marzia Postogna e Alessandro Fullin

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"Fia mia ti te se devi truccar con la massima cura perché te ga un viso che xe come l’esito della Guerra de Succesion Polacca: el giorno dopo nissun se lo ricorda". È così che la Duchessa De Parur, alias Ariella Reggio, si rivolge alla sua "cara" figliola Iole, Marzia Postogna, nel nuovo testo di Alessandro Fullin che colloca Trieste all'interno di una divertente quanto improbabile Rivoluzione Francese. Un gioco di rimandi storici-linguistici con le "affinità" tra il triestino e il francesce, condito da molti episodi "fantastorici".

Le sorelle Robespierre è il titolo di questo nuovo spettacolo rigorosamente in dialetto triestino, che come da tradizione apre la stagione della Contrada al Teatro Orazio Bobbio dal 21 al 31 ottobre, insieme al trio Ariella Reggio, Marzia Postogna ed Alessandro Fullin, l'ensemble che inscena quella che Fullin chiama una "Opera da Camera".

Nel 1789 la Rivoluzione Francese cambia la storia d’Europa mentre a Trieste, nello stesso anno, beh, “no succedi un boro”. Ma Alessandro Fullin in questa diabolica commedia si immagina invece la città squassata da una bora che porta anche nel golfo di Trieste parole come Liberté, Égalité e, quell'altra parola che nessuno ricorda... Le teste più graziose della nobiltà triestina sono in pericolo, la Galleria di Montuzza infatti è stata riconvertita in carcere e dotata di solide cancellate mentre in Piazza Goldoni è stata installata una ghigliottina.

E così la Duchessa De Parur insieme alle figlie Iole e Sgonica, che è interpretata da, beh lo vedrete, non si può svelare proprio tutto, vengono arrestate e alla cittadina Chiarbola Champignon, i cui panni sono vestiti dall'istrionico Alessandro Fullin, è affidato il compito di sorvegliare le prigioniere. Per ingannare l’attesa, le donne si raccontano le loro vite, i beati anni passati e gli amori di cui sperano un giorno di far parte.

Questo testo dello scrittore, attore, regista e comico Fullin segue la scia degli altri spettacoli dialettali da lui scritti nelle passate stagioni “Sissi a Miramar” “Ritorno a Miramar” “Le basabanchi” “Basabanchi repete” mentre i costumi e la scenografia sono di Andrea Stanisci. Alessandro Fullin è recentemente tornato in libreria con il libro in triestino “Jane Austen Cuguluf” (MGS PRESS) e con il libro di poesie “Il Cimitero delle Argonaute”(Voglino editore) scritto insieme a Marco Barbieri. Lo spettacolo andrà in scena fino al 31 ottobre, serali 20.30 tranne martedì e domenica alle 16.30 e il sabato alle 19. Acquisto presso la biglietteria della Contrada, su Vivaticket e attraverso la App del Teatro.

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