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20 luglio 1969, guarda (e senti) che Luna

Cinquant’anni dopo lo sbarco, 50 proposte di letteratura, musica, cinema e Tv dedicate al nostro satellite, oggetto per secoli di sogni e illusioni

20 luglio 1969, guarda (e senti) che Luna

Lanciata il 16 luglio 1969 dal Kennedy Space Center, il 20 luglio di 50 anni fa l’Apollo 11 portò per la prima volta l’uomo sulla luna, per la precisione gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin (il pilota Michael Collins rimase in orbita), alle 20:17 (per noi, due ore dopo). Alle 2:56 il primo lasciò l’iconica impronta dello stivale sul suolo lunare, cancellò secoli di sogni e illusioni sul satellite e diede il via alla bufala più diffusa, quella della ‘finta’ missione lunare, girata in studio nientemeno che dal regista Stanley Kubrick! Cinquant’anni dopo, tra fake news e complottisti, abbiamo scelto la via ‘poetica’: 50 proposte legate al sogno, per trovare la voglia di emozionarsi ancora, come dall’alba dell’uomo, guardando le stelle. Rispettando il proverbio cinese secondo cui “quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito…”.

La parte più ricca è quella letteraria. Abbiamo scelto 10 titoli, tra fantascienza e fiction tout court, partendo dall’Orlando furioso di Ludovico Ariosto, sulla luna alla ricerca del senno perduto, passando per Cyrano de Bergerac e il viaggio sulla luna, Le avventure del barone Munchausen, il racconto The consolidator di Daniel Defoe (che nel ‘700 prevedeva i cinesi sul satellite!) e soprattutto Dalla terra alla luna di Jules Verne: la cronaca della missione spaziale, scritta… 100 anni prima. Per completare il lato SF, 4 classici: Ombre sulle luna di Arthur C. Clarke (quello di ‘2001…’), L’uomo che vendette la luna di Robert Heinlein, Il popolo della luna di Edgar R. Burroughs e il best seller recente Luna rossa di Kim S. Robinson. Per la teoria del complotto, Non siamo mai andati sulla Luna, di Bill Kaysing.

Ancora più ricca la suggestione data alla musica. I capolavori di tutti i tempi sono Fly me to the moon di Frank Sinatra, Moonlight Serenade di Glenn Miller e soprattutto  la spettrale Blue Moon nella versione di Elvis Presley. Non possiamo dimenticare  Space oddity di David Bowie, uscita poco prima del 20 luglio ’69 e scelta dalla Bbc per accompagnare l’allunaggio, cantata nello spazio dall’astronauta Chris Hadfield nel 2015. Cinque proposte eterogenee dai ’60 in poi: Bad moon rising dei Creedence Clearwater Revival, Walking on the moon dei Police, Moonlight Shadow di Mike Oldfield, Bark at the moon di Ozzy Osbourne, Man on the moon dei Rem, più la nostra preferita: The killing moon di Echo & the Bunnymen.

Interessante anche la top ten ‘lunare’ italiana: Guarda che luna di Fred Buscaglione, Tintarella di luna di Mina, Luna caprese di Peppino Di Capri, E la luna bussò di Loredana Bertè (il primo reggae italiano), il tormentone Luna di Gianni Togni, la splendida L’ultima luna di Lucio Dalla, Spunta la luna dal monte di Pierangelo Bertoli & Tazenda, Signora luna di Vinicio Capossela, Vengo dalla luna di Caparezza e Luna di Fabri Fibra. E siamo a 30: aggiungiamo un album, anzi ‘l’album’, The dark side of the moon, dei Pink Floyd. Due canzoni made in Friuli, Vegle di lune dei Mitili FLK e La faccia della luna dei Tre allegri ragazzi morti. E pure due band a tema: Luna e un quarto e The Moon.

Per arrivare a 50, ecco tre serie Tv pionieristiche, ambientate sulla luna interamente come Spazio 1999, o in parte (Doctor Who e Ufo). Per i fumetti servirebbe un capitolo a parte, e allora ci limitiamo al belga Tin Tin, il primo sulla luna nel 1950, e a una ‘famiglia’ di supereroi Marvel, gli Inumani, che vive nel lato nascosto della luna. Col cinema si potrebbe strafare, ma per limitarsi a 10 titoli ecco il pionieristico Il viaggio sulla luna di Méliès (quello del satellite colpito dal razzo) del 1912, il capolavoro assoluto 2001 Odissea nello spazio, gli agiografici Apollo 13 e First man – Il primo uomo sulla luna, l’anomalo L’uomo che comprò la luna, il ‘complottista’ Capricorn One e il gioiellino claustrofobico Moon di Duncan Jones. Fantasia al cubo per il western fantascientifico Luna zero due e il recente Iron Sky (distopia con musiche degli sloveni Laibach). Poesia pura, invece, in La voce della luna di Federico Fellini, uno degli ultimi a vedere il satellite col filtro del sogno: “Niente è impossibile. Arriva sempre il momento giusto per tutto: basta aspettare. Anche la luna, quando è bella piena, matura, può cascarti fra le braccia...”.

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