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A Lignano è conto alla rovescia per i Maneskin

La band romana, rivelazione del 2021, ha scelto il Teghil per la sua ‘data zero’

A Lignano è conto alla rovescia per i Maneskin

Da quando hanno vinto prima Sanremo e poi l’Eurovision, i Måneskin sono oggetto di una domanda diffusa, almeno tra le generazioni sopra gli ‘anta’: ci sono o ci fanno? Sono sostanza o apparenza?

I numeri di vendite/streaming digitali che li hanno resi la band più iconica d’Italia da, tipo, 50 anni (o forse addirittura di sempre), non bastano a convincere tutti. Ed è per questo che attorno a Damiano, Vittoria, Thomas ed Ethan ci sono ancora sacche di scetticismo, specie da chi sostiene che “il rock è un’altra cosa”. Non rendendosi conto che è la stessa frase ripetuta davanti a ogni innovazione/rivoluzione musicale, piccola o grande, della storia.

Che la band romana cresciuta a rock e gavetta, ma anche pop e talent, possa fare davvero ‘la storia’, nessuno può dirlo. I numeri, oggi, sono dalla loro parte: sold out a Verona in aprile, come buona parte del tour europeo e mondiale, tutto esaurito questa sera al ‘Teghil’ di Lignano.

Lì dove le ‘date zero’ sono diventate una consuetudine, presenteranno a 27 mila spettatori un’anteprima del Live al Circo Masimo di Roma, il 9 luglio, per un pubblico quattro volte più numeroso!

I numeri non dicono nulla di per sé, anche se tra dischi di platino e di diamante, le folle adoranti nelle date europee, il Giappone e il Brasile che si aggiungono al tour (!), la scelta come ‘band dell’anno’ o sulla copertina di riviste di settore come Kerrang ed Nme, l’accoglienza sulla Tv Usa, lo show per ‘aprire’ agli Stones e il singolo per la colonna sonora del film su Elvis sono qualcosa più di un ‘caso’.

Se il mondo sceglie questi ragazzi che hanno dichiarato “non abbiamo fatto rinascere noi il rock, perché il rock non può morire”, non può essere solo marketing.

Una conferma arriverà (oppure no) dalla scaletta di Lignano. Anche se non di solo live vive oggi la gloria di un artista. Figuriamoci dei Måneskin.

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