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Angelo Branduardi al Castello di San Giusto

Il 'menestrello' sarà in concerto sabato 20 luglio a Trieste

Angelo Branduardi al Castello di San Giusto

Continua la quarta edizione di “Hot In The City”, rassegna prodotta da Good Vibrations con la collaborazione di Trieste is Rock che vuole allietare le calde serate estive dei triestini (e non) con nove concerti che abbracciano il rock in tutte le sue sfumature, negli spazi di Trieste Estate, il cartellone estivo del Comune di Trieste. Tra gli eventi di punta, dopo molti anni di assenza da Trieste (dove suonò un unico concerto a San Giusto moltissimi anni fa) torna Angelo Branduardi con lo spettacolo “Camminando, Camminando” in duo con Fabio Valdemarin.

Classe 1950, Angelo Branduardi è conosciuto con il soprannome de “Il Menestrello”, perché nella sua lunga carriera musicale ha ricercato un nuovo genere musicale che unisse la musica antica (in particolare medievale e rinascimentale) con la musica folk tradizionale e di tradizione celtica e nord-europea. Diplomato in violino e laureato in filosofia, ha iniziato a comporre da giovanissimo. Il suo debutto discografico risale al 1974, mentre l’ultimo album è stato pubblicato nel 2012 come raccolta di tutti i suoi più grandi successi. Come dimenticare: «Alla Fiera dell’est», «Cogli la prima mela», «La pulce d’acqua» e tutti gli altri brani che l’hanno reso famoso in una carriera che dura da più di 40 anni? Numerose sono state le collaborazioni artistiche e le colonne sonore da lui musicate, senza parlare delle tournée in tutta Italia e in Europa. In questo tour sarà affiancato dal polistrumentista triestino Fabio Valdemarin, pianista di formazione classica con tendenza alle divagazioni pop e jazz, vanta collaborazioni con artisti pop del calibro di Vanoni, Mannoia, Lavezzi e Neffa ed è autore di musiche da film e musiche di scena per personaggi dello spettacolo di particolare talento e fama, quali sono il trasformista Arturo Brachetti ed il mentalista Vanni De Luca. Branduardi racconta che in questo tour è sua intenzione reinventare i brani eseguiti, smontandoli alla ricerca del nucleo essenziale e rimontandoli con nuove soluzioni. Ci saranno pianoforte, organo, tastiere e tromba oltre che naturalmente le chitarre e l’immancabile violino. Saranno eseguiti brani famosi e brani meno conosciuti, e non mancheranno ovviamente i “classici”.

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