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Ecco la stagione del Rossetti

Ecco la stagione del Rossetti

In calendario una vera esplosione di contenuti, con 80 titoli e 19 produzioni che toccheranno oltre 70 città italiane

Le radici sono salde: nel territorio e nei suoi giacimenti culturali, nell’identità e nelle idealità del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, negli spazi e nella comunità in cui si genera la sua creatività… Ma la Stagione 2022-2023 fiorisce e si sviluppa guardando “oltre”.

Oltre i confini temporali: il Rossetti lavora praticamente 365 giorni l’anno. Oltre i limiti di un luogo: si opera in sede, ma anche in una sorta di “teatro diffuso”, che dialoga e trae ispirazione da contesti diversi. Oltre le definizioni di genere: sia nella fondamentale attività di produzione che nelle scelte di ospitalità, si guarda alla pluralità dei linguaggi e a stimolanti contaminazioni. Oltre le consuetudini di fruizione: ci si rivolge a un pubblico sempre più ampio e trasversale per età, gusti, preparazione, grazie ad un’offerta fra le più ricche in Italia…

Un’attività intensa attraverso cui lo Stabile regionale intende promuovere cultura e pensiero, stimolare la creatività, sostenere giovani talenti, regalare emozioni, declinando al meglio il proprio ruolo artistico, culturale, sociale all’interno della comunità di cui è espressione.

Tutto questo si sostanzia in una programmazione articolata e preziosa che - dopo i saluti istituzionali e l’introduzione del Presidente del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia Francesco Granbassi - è stata presentata dal Direttore Paolo Valerio nel corso della conferenza stampa al Politeama Rossetti.

La conferenza è iniziata con un saluto e un grazie allo staff dello Stabile: una squadra appassionata di artisti, tecnici, dipendenti, dirigenti i quali, ognuno nel proprio specifico settore, assicurano un contributo essenziale ad una complessa operatività. Con l’obiettivo che Il Rossetti, e in generale il teatro - ha sottolineato il direttore, citando Raymond Carver - “possa dirsi amato, sentirsi amato sulla terra”.

Nasce così la Stagione 2022-2023 di elevata qualità, impegno, ricchezza: ne sono prova le 19 produzioni firmate dal Teatro Stabile regionale e gli 80 titoli che il pubblico potrà applaudire fra l’11 ottobre e maggio.

Ma il presidente Granbassi ed il direttore dello Stabile Paolo Valerio, hanno evidenziato come l’attività del Teatro superi ormai largamente questi mesi: basti pensare che è conclusa da meno di una settimana - anzi quasi conclusa - l’intensa attività estiva, che ha visto debuttare nuove produzioni all’Estate Teatrale Veronese (“Il Mercante di Venezia”), al Mittelfest di Cividale (“Progetto Tempesta” con i Piccoli di Podrecca) a Torino al Salone del Libro (“Joyce” di Mauro Covacich), a Udine (“Pasolini/Pound. Odi et amo”). È invece in programma il 5 settembre a Muggia, dopo essere andato in scena a Turriaco, “Lost in Macondo” con il Collettivo l’Amalgama.

Una nota a parte merita la rassegna “Il Rossetti a Miramare” che ha registrato un chiaro successo di pubblico e critica con 46 recite e un totale che sfiora le 4000 presenze ed ha animato per oltre un mese i tramonti in uno dei più bei luoghi di Trieste. Frutto della collaborazione dello Stabile con il Museo Storico del Castello e del Parco di Miramare la rassegna ha visto succedersi l’Egmont beethoveniano interpretato da Fabrizio Bentivoglio, un rinnovato “Shakespeare in the Park” a cura di Paolo Valerio, il “Varietà en plein air” con i Piccoli di Podrecca, l’inedito “I segreti dei giardini dell’Arciduca” scritto e diretto da Paola Bonesi.

Un “teatro diffuso” dunque, e site-specific, che trae ispirazioni dai contesti nei quali crea spettacolo e realizza con essi virtuose e reciproche valorizzazioni, offrendo al pubblico esperienze che coniugano emozione, cultura, bellezza: una linea che si potenzierà ulteriormente anche nell’ottica dell’implementazione dell’offerta turistica.

Già da questa primo richiamo all’attività appena conclusa è evidente quanto il cuore dell’attività dello Stabile regionale sia nella creazione di nuovi spettacoli: un’attività in cui il Teatro esprime tutte le proprie potenzialità ideali, creative, organizzative, comunicative.

19 spettacoli fra produzioni e coproduzioni nella Stagione 2022-2023 portano sul territorio nazionale il nome del Friuli Venezia Giulia toccando ad oggi oltre settanta città italiane (ma le tournée sono destinate a crescere ancora).

Saranno in tournée “Il Mercante di Venezia” con Franco Branciaroli e “La bottega del caffé” con Michele Placido entrambi diretti da Paolo Valerio, “Come tu mi vuoi” diretto da Luca De Fusco, “Pasolini Pound. Odi et amo” di Leonardo Petrillo, “Magazzino 18” con Simone Cristicchi, “Quell’anno di scuola” da Giani Stuparich, “Svevo” e “Joyce” di Mauro Covacich, “Le cure di bellezza dell’Imperatrice Sissi” di Roberto Cavosi, “Il muro trasparente” con Paolo Valerio, riprenderà “Festen” per la regia di Marco Lorenzi e a questi si uniscono “Comandante ad Auschwitz” di e con Riccardo Maranzana, “La città dei miti” con il Teatro dei Borgia, “Noi sappiamo i nomi” con l’Accademia della Follia, “Museo in Danza” con la compagnia Arearea, “Il segreto di Antekirtt” con l’Associazione StarTs Lab oltre ai già citati “Lost in Macondo” con il Collettivo L’Amalgama , “Rossetti Open” e “Varietà” con I Piccoli di Podrecca.

Scorrendo i titoli appaiono chiare le linee su cui si incardina la creatività dello Stabile: l’amore per i classici e per il loro universale e attualizzabile messaggio (Goldoni, Shakespeare, Pirandello), l’attenzione al territorio ed ai suoi ricchi giacimenti culturali (Svevo, Joyce, Stuparich, Pasolini), il valore della memoria (“Magazzino 18”, “Comandante ad Auschwitz”), l’attenzione alla drammaturgia contemporanea (Roberto Cavosi, Leonardo Petrillo), alla ricerca, alle contaminazioni, all’espressività delle giovani generazioni di artisti (“La città dei miti”, la sinergia con Arearea, “Lost in Macondo”)…

Un impegno così imponente si basa sulla collaborazione con artisti d’impeccabile livello, con gli attori di riferimento del Teatro Stabile regionale - Emanuele Fortunati, Ester Galazzi, Andrea Germani, Riccardo Maranzana, Maria Grazia Plos - ai grandi maestri coinvolti nei diversi progetti, alle squadre creative composte da tutti i professionisti del palcoscenico.

Professionisti che hanno bisogno di avere in un Teatro Stabile come questo un punto di riferimento anche per crescere, aggiornarsi, rinnovarsi, tramandare saperi. Il concetto della formazione sarà centrale nella Stagione 2022-2023: si vorrà formare pubblico nuovo appassionato e competente rivolgendo una notevole attività alle scuole e una proposta spettacolare adatta alle famiglie, ma anche creare occasioni per la formazione di nuove generazioni di figure artistiche e tecniche.

Avranno seguito le collaborazioni con le scuole della città e della regione e con l’Università degli Studi di Trieste (con cui sono già stati realizzati progetti importanti, il più recente in occasione del Bloomsday 2022).

Sul piano artistico ecco la prosecuzione del lavoro con le giovani marionettiste formatesi grazie al corso promosso nell’inverno 2022 dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia - Direzione Centrale Lavoro e organizzata da ENAIP e naturalmente dallo Stabile regionale. E poi il progetto di “Quell’anno di scuola” che vede interpretare il testo tratto dal romanzo di Stuparich da attori dell’esperienza di Ester Galazzi e Riccardo Maranzana al fianco della Compagnia Giovani del progetto TeSeO dello Stabile del Veneto, rispecchiando così in scena il confronto generazionale che anima il plot.

Lo Stabile sosterrà anche l’attività della scuola diretta da Luciano Pasini, che appassiona al teatro ragazzi d’età scolare: diverranno i protagonisti de “Il segreto di Antekirtt” tratto da Jules Verne, uno spettacolo proposto tradizionalmente alle scuole, in repliche dove spettatori e giovanissimi attori risultano coetanei. Queste induzioni si traducono nella Stagione 2022-2023 in una programmazione che coniuga elevata qualità artistica ad una notevolissima ricchezza e varietà di linguaggi. L’offerta è articolata in tre linee legate al concetto dei luoghi e anche alla storia del Teatro e della sua sede.

Il Politeama Rossetti, amatissimo e iconico identifica la programmazione che rappresenta il cuore pulsante dell’attività dello Stabile regionale: la Prosa. Quindi la Stagione del Rossetti raccoglie i 20 titoli di prosa già annunciati a giugno e inaugura l’intera attività il prossimo 11 ottobre con la prima de “Il mercante di Venezia” di Shakespeare, con Franco Branciaroli, Piergiorgio Fasolo, Francesco Migliaccio e una numerosa compagnia diretta da Paolo Valerio. Il cartellone racchiude titoli emozionanti e nomi di assoluto livello, da Peter Stein ad Alessandro Serra, a Davide Livermore per la regia, e fra gli attori maestri come Glauco Mauri, stelle come Andrea Jonasson, Maddalena Crippa, Laura Marinoni, Elisabetta Pozzi, grandi interpreti come Silvio Orlando, ma anche i migliori delle ultime generazioni, da Lino Guanciale a Lodo Guenzi, a Lucia Lavia. (Vedi comunicato allegato 10 giugno/anticipazioni stagione).

La Sala Bartoli, per tradizione e con la sua struttura raccolta ed essenziale, identifica invece la proposta fresca e curiosa che intreccia la nuova drammaturgia, le evoluzioni più innovative della scena, le contaminazioni espressive. Linee che faranno da fil rouge fra i 24 appuntamenti della Stagione della Sala Bartoli. Vi saranno programmati i lavori di compagnie di ricerca apprezzate come Anagoor che ritorna con “Ecloga XI” sofisticato omaggio alla poesia di Andrea Zanzotto, Carrozzeria Orfeo che in “Stupida Show” affronta temi odierni e scorretti nella forma della Stand up Comedy, i giovani ispirati artisti del Gruppo della Creta che propongono il dittico “La regola dei giochi”, oppure la Piccola Compagnia della Magnolia che riflette su dinamiche di sopraffazione intrecciando video alla drammaturgia di Fabrizio Sinisi. Fra le coproduzioni figurano inoltre i già citati Teatro dei Borgia con la trilogia “La città dei miti” e Accademia della Follia che celebra il proprio trentennale con “Noi sappiamo i nomi”. La drammaturgia dell’autore vivente è al centro di questo cartellone ed è declinata nelle più varie accezioni: nelle produzioni “Svevo” e “Joyce” Mauro Covacich incrocia teatro, giacimenti culturali del territorio e grande letteratura, così come fa, con una formula diversa e contaminata, Leonardo Petrillo evocando in “Pasolini/Pound. Odi et amo” lo storico incontro-intervista fra il “poeta emarginato” e l’intellettuale più eretico del comunismo. Ma la letteratura ispira la drammaturgia anche ne “La luna e i falò” da Cesare Pavese con Andrea Bosca e “La vita al contrario” da Francis Scott Fitzgerald con Giorgio Lupano.

Sperimentare significa anche creare sul palcoscenico stimolanti crossing: fra il teatro e lo sport - e un intrigante lavoro di suono e proiezioni - nella produzione “Il muro trasparente” di e con Paolo Valerio; con il mondo dell’illustrazione - del triestino Jan Sedmak - per “Grand Hotel Nostalgia” di Francesco Chiamulera; con il trasformismo in “Tutto sua madre” che affronta in modo leggero argomenti delicati come i condizionamenti familiari e l’identità di genere.“Barbablù” riflette sul femminicidio attraverso il canto dell’attore-cantastorie Mario Incudine che la regia di Moni Ovadia valorizza; ne “Il dio bambino” Fabio Troiano affronta il tema della maturazione di un uomo nei termini del teatro-canzone gaberiano, Glauco Venier fa omaggio attraverso jazz e danza a Pasolini in “Pier Paolo Suite”.

L’ancestrale intensità del linguaggio del corpo è strumento creativo per “Satiri” del pluripremiato Virgilio Sieni, su musiche di Bach eseguite dal vivo. La drammaturgia pura scava invece in dolorosi e attuali tabù in “Dentro” di Giuliana Musso, e nelle parabole esistenziali di Daniela Giovanetti e Alvia Reale protagoniste di “Cuòre: sostantivo maschile”. La lezione della Storia vive invece nelle produzioni “Le cure di bellezza dell’imperatrice Sissi” di Roberto Cavosi e “Comandante ad Auschwitz” con Riccardo Maranzana.

È radicato nella storia e tradizione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia il fatto di presentare, parallelamente alla proposta di prosa, una ricca offerta di spettacoli di generi e linguaggi fra i più diversi: un’offerta trasversale che risponde all’esigenza di parlare ad un pubblico sempre più differenziato attraverso modalità inclusive e stimolanti. Ecco allora la “Stagione del Politeama” che fin dal nome identifica la vocazione della sede storica a “visioni plurime”: teatro musicale, recital, danza, contaminazioni con il nuovo circo…

Iniziamo da un anniversario-evento: il decennale del debutto di quel “Magazzino 18” con Simone Cristicchi e la regia di Antonio Calenda che nel 2013 segnò fortemente il modo di affrontare il doloroso tema dell’esodo e delle vicende del confine orientale dopo la seconda guerra mondiale. Cristicchi e Calenda li evocarono in un “musical civile” che ritorna in scena coprodotto dallo Stabile e apre un’importante collaborazione con la Fondazione Teatro Lirico “G.Verdi”. Sarà infatti la sua orchestra diretta dal Maestro Sivilotti a restituire dal vivo - in esclusiva al Rossetti - la partitura dello spettacolo, che rinnoverà potenti emozioni in occasione del Giorno del Ricordo.

La dimensione musicale ha un ragguardevole spazio nel cartellone, con un’importante proposta di musical: se il già annunciato “The Rocky Horror Show” segna il ritorno al Politeama dei grandi allestimenti originali, con la loro energia e perfezione, e se “Sette spose per sette fratelli” in accurata edizione italiana con protagonisti Diana Del Bufalo e Baz, offre un tuffo nel grande repertorio classico, lo Stabile ha selezionato accanto a questi una rosa di titoli molto interessanti. Da un lato novità attese - come “Pretty Woman” con le belle musiche di Bryan Adams e la storia di un amore moderno che ha reso il film un intramontabile cult - a cui si affiancano grandi ritorni. Primo fra tutti “Priscilla” che festeggia il decennale del debutto andando in scena a Trieste e Milano, e restituendo fra strepitosi costumi e incandescenti hit le emozioni di un viaggio anche sentimentale attraverso l’Australia. E poi uno dei titoli più amati “We Will Rock You”, il musical dei Queen.

Dall’altro lato saranno proposte produzioni nazionali nuove e ricercate, titoli che trattano temi attuali, spesso coraggiosi, proponendo scelte registiche e creative innovative. È il caso di “Once” una storia d’amore e passioni esistenziali restituita da un cast che recita, canta, e suona dal vivo la partitura di Glen Hansard e Markéta Irglová. Sogni “quasi infranti” e sorprendenti risoluzioni sono anche al centro di “Tick, Tick…Boom!” opera prima di Jonathan Larson - l’autore di “Rent” - che vanta come protagonista Nicolò Bertuelli, star di “Braccialetti rossi” e affermato tiktoker. Giancarlo Commare e Barbara Cola sono invece gli ottimi interpreti di “Tutti parlano di Jamie” coraggioso musical che racconta in un mood Anni Settanta, la storia vera di un ragazzino che desidera sentirsi normale nella sua diversità. Il musical è divenuto manifesto di una nuova generazione inclusiva e priva di condizionamenti. Infine il kolossal di Red Canzian “Casanova - opera pop” racconterà le avventure dell’iconico protagonista - una grande prova di Gianmarco Schiaretti - sullo sfondo della Venezia settecentesca: il direttore creativo dell’edizione è Anthony Van Laast coreografo della produzione originale di “Mamma Mia!”.

Come da tradizione a fine anno si programmerà il “Galà dell’Operetta e del Musical” in collaborazione con l’Associazione Internazionale dell’Operetta.

Il linguaggio del nuovo circo offrirà fascinazioni a spettatori esigenti e magnetizzerà i più piccoli con un capolavoro come “Slava’s Snowshow”, ma connoterà anche il teatro denso di stupore di Daniel Finzi Pasca che intreccia danza aerea e giochi di luce in “Nuda”, e “Il mago di Oz” produzione russa che usa acrobazia, proiezioni in 3D, musiche per ripercorrere la celebre favola. Va in scena dopo il successo dello scorso anno Arturo Brachetti con “Solo” e il family show “Il Gruffalò” tratto dal best seller di Giulia Donaldson.

La danza ritorna con significativi ospiti internazionali: “Parsons Dance” con le coreografie eleganti e coinvolgenti di uno dei guru della danza post-moderna americana, poi “Historia de Astor” che affianca due icone del tango, Astor Piazzolla rivoluzionario compositore e il maestro Miguel Angel Zotto con la sua grande compagnia. Ed il classico natalizio, “Lo Schiaccianoci” eseguito dall’impeccabile Russian Classical Ballet e infine “Omaggio a Nureyev” con le sue coreografie eseguite da primi ballerini e solisti di prestigiosi teatri internazionali.

Fra i recital sono attesi appuntamenti davvero magnetici, a partire dall’irriverente e sofisticata Drusilla Foer in “Eleganzissima”. Ci sono poi Teresa Mannino con “Il giaguaro mi guarda storto” e Rocco Papaleo che sorprenderà cimentandosi con il teatro canzone in “Coast to Coast”.

Come di consueto lo Stabile regionale arricchisce la propria offerta istituzionale con altre proposte: concerti pop, appuntamenti musicali, recital comici: un ventaglio che incrementa nel corso della stagione. Ad oggi sono già annunciati titoli interessanti, a partire dalla presenza al Rossetti di Checco Zalone con “Amore + IVA”, dal ritorno del “Notre Dame de Paris” nell’edizione del ventennale. Ci sarà poi l’incursione nel mondo pittorico di Marco Goldin con “Gli ultimi giorni di Van Gogh”, lo straordinario appuntamento di capodanno con i migliori artisti internazionali di nuovo circo “TILT”, ben due momenti dedicati al gospel con il Soweto Gospel Choir e l’ Harlem Gospel Choir.

A inizio anno andrà in scena un nuovo “Galà Daniela Barcellona” serata di musica raffinatissima con l’eccellente mezzosoprano, stella acclamata nei maggiori teatri internazionali, che avrà anche scopo di beneficenza.

Infine i concerti pop: fra le star già annunciate figurano Gianna Nannini ed Ermal Meta, oltre a un tributo agli Abba con “Abba Symphonic” e “Brit Floyd” omaggio alla famosa band.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia programmerà e offrirà gratuitamente anche nella Stagione 2022-2023: letture, incontri, momenti di approfondimento, spesso in collaborazione con partner come i Civici Musei di Storia e Arte o la British School del Friuli Venezia Giulia, il cui direttore Peter Brown cura e conduce appuntamenti molto seguiti. Gli incontri del ciclo “Peter Brown presents” finora fissati, accompagneranno “Il mercante di Venezia”, “Trappola per topi”, “La Tempesta”, “Il compleanno”, “La dolce ala della giovinezza”.

Si ricorda che tutte le informazioni su spettacoli, prezzi, formule di abbonamento sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it, da cui si accede direttamente all’acquisto e alla prenotazione.

La campagna abbonamenti è in corso e la Biglietteria del Rossetti è a disposizione per informazioni, acquisti e prenotazioni come tutti i punti vendita dello Stabile regionale. Ulteriori informazioni al tel 040-3593511.

Il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia ringrazia la Fondazione CRTrieste e Assicurazioni Generali. Si ringraziano tutti i Soci, in particolare il Comune di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia. Si ringraziano per il contributo all’attività altri sponsor che con il loro prezioso apporto aiutano il Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia a offrire arte, cultura, pensiero e divertimento di qualità.

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