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Giuliana Musso, voce delle madri dei soldati morti in guerra

Una toccante riflessione sulla guerra contemporanea, sull’origine della violenza come soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana

Giuliana Musso, voce delle madri dei soldati morti in guerra

Le madri, e in particolare le loro parole, testimoniano con devozione e più di ogni altra cosa la vita dei propri figli caduti durante una guerra. Il loro dolore può superare la retorica militaristica che spesso impedisce di ragionare sulla guerra quando si è di fronte al feretro coperto dal tricolore e affonda, con la forza dei sentimenti, in una più autentica ricerca di verità.

Di questo racconta “Mio Eroe”, lo spettacolo che vedrà la bravissima Giuliana Musso, che firma anche la regia, impegnata nel prossimo spettacolo in scena sabato 16 febbraio alle 20.45 al Teatro della Corte di Osoppo all'interno del ricco cartellone proposto da Anà-Thema Teatro.

Il tema generale è la guerra contemporanea e il soggetto è ispirato alla biografia di alcuni dei 53 militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione Isaf (2001- 2014). La voce è quella delle loro madri che ricordando i loro figli che non ci sono più, ne ridisegnano il carattere, il comportamento, gli ideali. Costruiscono un altare di memorie personali che trabocca di un naturale amore per la vita. Cercano parole e gesti per dare un senso al loro inconsolabile lutto ma anche all’esperienza della morte in guerra, in tempo di pace.

Nell’alveo di questi racconti intimi, a tratti lievi a tratti drammatici, prende però forza e si fa spazio un discorso etico e politico. In “Mio Eroe”, spettacolo che come anticipato è di e con Giuliana Musso con collaborazione drammaturgica di Alberto Rizzi, la voce stigmatizzata della madre dolorosa, da sempre sequestrata nello spazio dei sentimenti, si apre un varco, esce dagli stereotipi, e si pone interrogativi puntuali sulla logica della guerra, sull’origine della violenza come sistema di soluzione dei conflitti, sul mito dell’eroe e sulla sacralità della vita umana. In queste testimonianze femminili il tema della pace e quello della maternità risuonano per quello che ancora sono: pubblicamente venerati e segretamente dileggiati. E solo alla fine del monologo sarà forse visibile, come una filigrana in controluce, che la voce di quelle madri piangenti è la voce della razionalità umana.

Lo spettacolo, che sostituisce “Belvedere”, proposto più avanti nella stagione di Anà-Thema, oltre alla regia di Musso, vede le musiche eseguite da Andrea Musto, la direzione tecnica di Claudio “Poldo” Parrino per una produzione “La corte Ospitale”

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