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Il lato oscuro della Carnia

Massimo Silverio presenta al Teatro San Giorgio di Udine, al termine di un tour europeo, il suo nuovo lavoro, il mini-Lp ‘Ø’: un cantautorato elettronico che punta a rompere gli schemi

Il lato oscuro della Carnia

Nato nel 1992 a Cercivento, cantante, chitarrista e violoncellista autodidatta, Massimo Silverio non è quello che si definisce un cantautore convenzionale. Cresciuto alla scuola folk del violinista ed etnomusicologo Giulio Venier, dopo aver studiato la musica tradizionale friulana, prendendo parte ad innumerevoli progetti tra Austria e Friuli-Venezia Giulia, nel 2016 ha esordito con l’album autoprodotto Le retour du Zéphyr, una ricerca di melodie interiori e parole viscerali. Il suo secondo lavoro, se possibile, va ancora oltre: si intitola Ø ed è un mini-Lp composto da quattro lunghi brani che compongono quasi un’unica suite.
Venerdì 14 al Teatro S. Giorgio di Udine, Silverio presenta il lavoro come data di chiusura del suo tour europeo. Già, perché da Cercivento, accompagnato da Leo Virgili alle tastiere, theremin e live electronics e da Nicholas Remondino alla percussioni, ha girato mezza Europa, partendo da Vienna e  passando per Brno, Praga, Berlino, Liegi ed altre città tra Germania e Olanda. I quattro pezzi -  Tiere, Som, Ø e Jevâ - sono il risultato della spaccatura tra  il background folk/popolare dell’autore e la necessità di rompere gli schemi tradizionali spingendo sul pedale della sperimentazione. Canto d’amore e di odio per la propria terra, la Carnia, è un lavoro dalle tinte prevalentemente scure da cui emergono squarci di poesia e la forza di una natura meravigliosa, terribile, amorevole e spietata, tra echi di folk apocalittico e un cantautorato elettronico che guarda più all’Europa che ‘in casa’.

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