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Il volo del jazz porta a Sacile i Kokoroko

Sabato 26 novembre, alle 21, al teatro Zancanaro, penultima tappa del festival di Circolo Controtempo

Il volo del jazz porta a Sacile i Kokoroko

Attesissimi anche dai tanti che li amano in Italia, sabato 26 novembre, nel teatro Zancanaro di Sacile, alle 21 – penultima tappa del festival di Circolo Controtempo Il volo del jazz che come accade ormai da diversi anni in questa occasione intreccia la rassegna “Gli occhi dell’Africa” promossa da Cinemazero e Caritas, L’Altrameta e Centro culturale Casa dello Studente - arrivano i Kokoroko, la band inglese che ha conquistato il mondo con il suo coinvolgente afrobeat e un successo e che vanta cifre a sei zeri sui social: basti citare "Abusey Junction ", uno dei loro brani cavalli di battaglia, che ha superato i 51 milioni di visualizzazioni su youtube diventando un caso mediatico e un successo virale raro nella scena jazz.

In prima linea, sul palco dello Zancanaro, ci saranno i fiati del gruppo, a cominciare dalla band leader, la trombettista Sheila Maurice-Grey, che nei suoi assoli sprigiona amore per la libertà, passando per la trombonista Anoushka Nanguy. Nel secondo strato il tastierista Yohan Kebede, il chitarrista Tobi Nathan Adenaike-Johnson, il batterista Ayo Salawu, il percussionista Onome Ighamre Edgeworth e il bassista Duane Atherley.

Provenienti da Londra, i Kokoroko attualmente sono una delle band più carismatiche della scena nu-jazz britannica. Si ispirano ai grandi maestri creatori dell’afrobeat come Fela Kuti, Ebo Taylor e Tony Allen, e si inseriscono nella lunga tradizione della scena africana a Londra. Queste solide radici riprese, innescate nell’attuale fermento musicale londinese, danno vita ad un particolare sound che sconfina in più generi: dal funk al jazz, dalle musiche tradizionali dell’Africa occidentale ai ritmi giamaicani per passare ai suoni urbani londinesi.  I Kokoroko rielaborano il passato riadattandolo liberamente, il loro è un atto di resistenza in nome della musica e di una inviolabile identità creativa. Sono figli della diaspora afro-caraibica, hanno conosciuto le migrazioni insieme alle loro famiglie, sono cresciuti nei quartieri di Londra e formati nelle scuole di jazz della capitale inglese. Oggi rivendicano quel patrimonio musicale, storico, sociale e politico dal quale provengono, in modo coraggioso. Kokoroko, che in lingua urhobo (lingua tradizionale nigeriana) significa “essere forti”, è l’espressione di una nuova epoca musicale londinese, che vede questi giovani artisti rivendicare le proprie radici e ridisegnare le basi di un nuovo immaginario black.

Attivi da soli 4 anni e già con 3 singoli ed un Ep di grande successo alle spalle, nell’agosto di quest’anno i Kokoroko hanno pubblicato il loro primo album, “Could we be more” a proposito del quale dicono: "Stavamo immaginando di suonare dal vivo mentre registravamo il nuovo singolo e lo abbiamo scritto pensando proprio a quella dimensione, all’energia che sprigioniamo verso la fine de nostri set. Alcuni nostri live, come quelli a La Cigalle di Parigi o al Paradiso di Amsterdam, sono stati magici per noi e volevamo restituire quell'energia al pubblico. Pensiamo che i luoghi da cui proveniamo abbiano influenzato il modo in cui scriviamo e suoniamo. Tutti noi arriviamo da background diversi, ma la cosa che ci unisce è che amiamo e apprezziamo l'afrobeat e l'high life del Ghana, che si tratti di Ebo Taylor o di Pat Thomas”.

Info: circuiti Vivaticket, www.controtempo.org, 3516112644 ticket@controtempo.org

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