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L'Arte non Mente, emozioni tra passato e presente nell'ex manicomio

Secondo fine settimana della rassegna artistica giunta alla sesta edizione e che proseguirà fino al 7 luglio

L'Arte non Mente, emozioni tra passato e presente nell'ex manicomio

Secondo fine settimana per 'L'arte non mente', la rassegna artistica gratuita giunta alla sua sesta edizione ospitata nel parco e in alcuni edifici dell'ex manicomio di Sant'Osvaldo, a Udine. Un'edizione, quella di quest'anno, che si contraddistingue per numero di opere esposte e portata delle stesse.

Sono 40 gli artisti che hanno dato vita a opere d’arte, installazioni e performance, introiettando la storia, leggendo le testimonianze, visitando i padiglioni abbandonati, per creare un'opera esclusiva che potesse da sola esprimere ciò che quegli spazi abbandonati, chiusi al pubblico, inccessibili e controversi hanno significato in passato e cosa significano oggi.

"La narrazione artistica si snoda lungo un percorso e pare scritta da una unica mano - spiega l'ideatrice Donatella Nonino -, le barche che accolgono, i neuroni che si manifestano, le gabbie che avvertono e poi i 17 artisti nella ex casa delle suore, la personale nelle ex cucine e ancora le 60 figure schierate, il libro aperto, il riscatto delle donne tra le sottovesti, i fiori e il petalo, per poi andarle a trovarle a casa loro, queste donne, nel padiglione di contenzione femminile evocate da 20 opere di vari artisti per poi uscire accolti dall’opera monumentale che accoglie quattro figure a cui è rimasta solamente l’anima ingabbiata".

Una serie di opere che si completa con l'approccio, lo sguardo e le emozioni dei visitatori, di quelle persone 'normali' che si approcciano nel presente a una realtà ormai superata, quella manicomiale. Ed è da questa consapevolezza che L'Arte non mente si muove con l'obiettivo di rendere partecipi - artisti e pubblico - della trasformazione del parco. Un'area custodita gelosamente tra alberi e piante secolari e di pregio, che per 90 anni è stata luogo di detenzione, di isolamento, certamente di dolore e sofferenza.

Passeggiando lungo i viali, nella quiete, adagiate a terra, o sui muri degli edifici, sugli alberi, fanno capolino le installazioni. Non soltanto, dal giovedì alla domenica, dalle 18.30 fino a notte, i visitatori potranno entrare negli edifici che nel resto dell'anno sono inaccessibili al pubblico, abbandonati di fatto dopo la chiusura del manicomio, ai primi Anni '90.

"Sulla carta stampata - dice Nonino -, si racconta quello che è possibile raccontare a parole, le forti emozioni che il luogo produce vanno vissute qui. C’è bisogno del visitatore che transiti, viva e racconti ad altri dove è stato. Quando la luce del giorno lascia lo spazio alla notte, le ombre duplicano le opere, ne mostrano altri aspetti, altri scorci e la musica incornicia le chiaccherate".

Nel giardino del padiglione 9, è stata allestito uno spazio pensato come una osteria conviviale per la musica, le parole, gli attimi. Le opere saranno illustrate dagli artisti presenti al parco. L'Arte non mente prosegue fino al 7 luglio con un ricco calendario di appuntamenti per tutti i gusti. 

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