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La faccia nascosta della musica

Il caso. Alcuni dei maggiori successi degli ultimi anni sono ‘senza identità’

La faccia nascosta della musica

La maschera è sempre stata parte integrante dello spettacolo. Chiunque salga su un palco, ne indossa metaforicamente una, accompagnata magari da un costume di scena, un’uniforme o quello che serve per rendere più netta la separazione tra finzione e realtà. Nella musica esistono diversi casi in cui la maschera è indossata letteralmente, per celare un’identità o creare un alter ego riconoscibile da tutti.

I primi sono stati i Kiss, con le facce dipinte e i lineamenti nascosti per anni, e prima ancora una band di culto come i Residents, di cui non si è mai saputa veramente l’identità. Negli ultimi anni, molti hanno scelto di nascondersi, anche solo parzialmente. E’ il caso dei francesi Daft Punk coi loro caschi futuristici, o della maschera stile supereroe degli italiani The Bloody Beetroots. E poi i Gorillaz, la prima cartoon band del mondo, e gli Slipknot, impersonificazione mascherata del lato horror del metal.

Teschi e passamontagna
In regione abbiamo la prima band ‘mascherata’ d’Italia, i Tre allegri ragazzi morti, che dopo 25 anni di attività continuano ad utilizzare sul palco, nei video e soprattutto nei live le maschere col teschio, diventate simbolo stesso dell’immaginario del trio. Il caso-Tarm, usciti lo scorso gennaio con l’ottavo album, Sindacato dei sogni, è unico: nomi e cognomi sono noti, i volti anche, ma per una sorta di ‘accordo’ con i fan, nessuno ha mai scattato foto pubbliche dei tre musicisti senza maschera. Ovviamente quando si trovano ‘nell’esercizio delle proprie funzioni’, perché il Davide Toffolo-disegnatore è stato più volte ritratto, anche da se stesso.

Nella stessa città, Pordenone, sono nati 10 anni fa i Sick Tamburo. Reduci dal successo commerciale dei Prozac+, Elisabetta Imelio e Gian Maria Accusani scelgono per i primi video maschere bianche (poi diventate passamontagna neri) per celare i volti e nuovi ‘alias’: Mr Man e Boom Girl. Cinque album dopo (l’ultimo, Paura e l’amore, è uscito da un paio di settimane e il secondo singolo, Baby Blu, è delle ultime ore), sono diventati una band aperta ad altri elementi, tutti dotati di regolare passamontagna (nei video, nelle foto promozionali e live) e nickname.

“Il velo dell’ipocrisia”
Non riconducibile alla regione, ma compresa nell’etichetta La Tempesta uscita proprio dai Tarm, è invece la misteriosa rapper Myss Keta, nata su Youtube e caratterizzata dal volto mascherato e dall’approccio provocatorio, ai limiti della volgarità. Myss Keta non ha età, volto e collocazione geografica, di lei si sa pochissimo e lo si può ricostruire da stralci di interviste, volutamente spiazzanti. Sempre più di quanto si sa del ‘fenomeno’ Liberato, il rapper napoletano che fa milioni di views senza mai mostrare il volto...

A scegliere la maschera è anche il goriziano Tiger Dek, un cant-attore che corre sul bordo del trash, ma situazionista, che ambienta i  suoi video pop-dance (come Dipendenza infinita) nelle strade della sua città, al punto da chiudere la clip emblematicamente in piazza della Transalpina. Autodefinitosi “cavaliere misterioso che veglia sulla città di Gorizia”, il cantante con la maschera da tigre si sente portavoce delle ansie e dei timori più profondi di queste terre di confine, ma soprattutto di “qualunque persona scelga di togliersi la maschera dell’ipocrisia”.

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