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Malacarne, la Commedia dell’Arte made in Friuli arriva al Teatro Bon

A Colugna, venerdì 3 dicembre, in scena la vicenda ambientata nell’anno della caduta del Patriarcato d’Aquileia

Malacarne, la Commedia dell’Arte made in Friuli arriva al Teatro Bon

Dopo aver assistito alla storia di Guarnerio d’Artegna raccontata dal Teatro Incerto e da Angelo Floramo, il pubblico del Teatro Luigi Bon di Colugna si potrà immergere venerdì 3 dicembre nelle ambientazioni poetiche e mitologiche della Commedia dell’Arte. Alle 20.45 sul palco del Bon andrà in scena Malacarne, la ballata dell’Amore e del Potere, testo scritto da Marco Gnaccolini, diretto da Michele Modesto Casarin, uno dei più premiati e apprezzati registi e docenti di questo genere teatrale, e interpretato dagli attori della Compagnia friulana BRAT: Mina Carfora, Claudio Colombo, Filippo Fossa, Agata Garbuio e Federico Scridel. Le maschere di scena sono opera della stessa compagnia, lo spettacolo è prodotto da Brat e Pantakin con il sostegno della Regione FVG e arriva nel Circuito ERT per una sola replica.

Malacarne è una storia di miti, divertente e poetica, che vede intrecciarsi due vicende: la spasmodica ricerca di un leggendario tesoro nascosto e un amore proibito nato sotto una cattiva stella. La vicenda è ambientata nel 1420, il Patriarcato di Aquileia è sconfitto dai soldati veneziani guidati dal Capitano Tristano Sorestan, mercenario al soldo della Serenissima. Così i contadini friulani si ritrovano ad essere sotàns, sottomessi. Tra questi vi è Malacarne che, per non abbandonare la propria terra e riscattarsi, accetta di diventare servitore di Pantalone, mercante veneziano finanziatore dell’impresa. Questi brama il leggendario puteum aureo e perciò incarica il friulano assieme al turco Karagoz di trovare il tesoro. Accecato dalla brama di potere e denaro, baratta la giovane figlia Bora in cambio della supremazia mercantile sui territori conquistati. Ma la ragazza, aiutata dalla balia, sfugge alle grinfie del padre padrone, andando incontro a un amore inaspettato.
Le maschere BRAT sono mezze maschere costruite con un insieme di materiali simili alla cartapesta, con colori, forme e tratti antropomorfi. Perché la maschera in scena abbia vita, sono fondamentali lo studio del corpo e l'analisi del movimento. Per questo motivo gli attori di BRAT si lasciano contaminare anche da altre discipline come la danza e il mimo.
Informazioni sullo spettacolo al sito ertfvg.it, prenotazioni e prevendite presso la Fondazione Bon di Colugna (t. 0432 543049 / info@fondazionebon.com).

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