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Nono appuntamento per Il Verdi in concerto

Domenica 2 agosto in scena gli strumenti a fiato, ottoni e legni e un’ampia gamma di strumenti a percussione

Nono appuntamento per Il Verdi in concerto

Secondo appuntamento della Rassegna estiva del Teatro Verdi di Trieste 2020 dedicato agli strumenti a fiato, ottoni e legni, con un’ampia gamma di strumenti a percussione per un programma che propone stili, tendenze e scuole musicali molto diversi fa loro.
Il concerto si apre con un brano significativo della tradizione musicale europea: la Suite per fiati op. 4 di Richard Strauss composta nel 1881 ed eseguita per la prima volta nel 1884 a Dresda, diretta da Strauss stesso. Articolata in quattro movimenti, quasi a voler imitare una sinfonia, la Suite sviluppa un gioco elegante e innovativo di richiami fra le sonorità degli strumenti, in strutture musicali perfette, tradizionali e antiche come la Gavotte del Terzo movimento. Una composizione giovanile rivelatrice già di tutta la genialità inventiva di Strauss, che sarà caratterizzata proprio dalla capacità di trovare soluzioni sonore nuove in forme musicali classico-romantiche del tutto collaudate.

A seguire il brano Vitrail pour un Temps de Guerre dal musicista francese Jacques Charpentier, un’occasione per ascoltare l’evoluzione recente della musica europea. Il raffinato musicista francese, scomparso nel 2017, giovanissimo soggiornò in India dedicandosi alla scoperta della spiritualità e della musica tradizionale indù, un’esperienza che caratterizzò tutto il suo linguaggio musicale. Artista eclettico, fu organista di grande pregio, si dedicò al canto gregoriano e fu insegnante di composizione e orchestrazione al Conservatorio di Parigi, applicandosi anche alla composizione per orchestra con risultati innovativi e originali. 
Paolo Longo così ci introduce all’ascolto del brano Vitrail pour un temps de guerre, composto ed eseguito per la prima volta nel 1982 : “Il titolo – vetrata — si riferisce effettivamente a questo oggetto artistico composto da innumerevoli forme geometriche che, pur distinte, insieme formano un tutto unico i cui colori si rispecchiano e si riproducono l’uno nell’altro, pur rimanendo intatto il contorno che li delimita: così in questo brano musicale i suoni sono racchiusi in attimi di silenzio che creano una struttura portante intensa e fortemente drammatica che divide ma anche riverbera e amplifica le sonorità. Il silenzio è protagonista della prima parte di questa composizione in cui il lirismo non ha certamente parte predominante, lasciando spazio semmai alla drammaticità ed ai grandi contrasti dinamici”. 
Con il terzo titolo in programma, ci spostiamo negli Stati Uniti d’America: Fanfare for the common man (Fanfara per l'uomo comune) è stata composta nel 1942 da Aaron Copland, sull’onda della mobilitazione patriottica che caratterizzò la partecipazione al secondo conflitto mondiale degli Stati Uniti. Brano fra i più popolari della musica americana del XX secolo, suscitò da subito un impeto sentimentale particolarmente coinvolgente che il compositore dedicò all’eroico impegno quotidiano di ogni comune cittadino. A differenza della maggior parte delle fanfare, questa di Copland è lenta e maestosa, inizia con un importante intervento di percussioni come il rimbombo di una battaglia lontana, mentre il tema principale è limpidamente esposto dalle tre trombe in un crescendo che coinvolge tutti gli strumenti fino al culmine con un muro di suoni che suggerisce l’idea del coraggio e della forza che scaturiscono dall’unità d’intenti. Eseguita non solo in concerto, è a tutt’oggi proposta in svariate situazioni – manifestazioni sportive, politiche, sigle, spot – quando si desidera creare un clima eroico e di attesa; è stata arrangiata in diverse versioni da quella jazz di Woody Herman, a quella pop che i Rolling Stones usarono per anni in apertura dei loro concerti, alla famosissima versione rock di Emerson, Lake & Palmer.
Il concerto è diretto dal M° Paolo Longo, direttore d’orchestra di carriera internazionale e attuale direttore musicale di palcoscenico del Teatro Verdi, artista conosciuto non solo per i molti concerti dedicati a programmi di raro ascolto, in particolare del repertorio di musica del Novecento e contemporanea, ma anche per la sua interessante e intensa attività di compositore. La sua musica è eseguita e radiodiffusa internazionalmente ed è pubblicata da importanti editori internazionali.

Il concerto si svolge nel rispetto di tutti i protocolli anti covid19 vigenti, per la protezione dei lavoratori e del pubblico presente in sala; le attuali disposizioni limitano il numero di posti disponibili, i quali devono prevedere adeguato distanziamento sociale fra le poltrone occupate. Il concerto, nel quadro di Trieste Estate, sarà trasmesso in differita da Telequattro in prima serata.
La biglietteria del Teatro Verdi è aperta con orario 9-13 e la domenica da un’ora prima dell’inizio del concerto. Tutte le informazioni sono disponibili anche sul sito web www.teatroverdi-trieste.com

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