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Riparte il Festival mondiale del Folklore a Gorizia

Grande successo di pubblico ieri sera, tanti applausi per i Freevoices e i primi gruppi che si sono esibiti

Riparte il Festival mondiale del Folklore a Gorizia

Il Festival mondiale del Folklore di Gorizia è ripartito da dove si era interrotto. Una piazza Battisti piena fino a mezzanotte ha accolto ieri con gioia il ritorno della kermesse, nella serata inaugurale della sua 50esima edizione. Una festa che durerà fino a domenica 28 agosto e che ha visto ieri l’accensione con le torce del Tripode dell’Amicizia, simbolo della manifestazione, da parte dei diversi gruppi. Tanta l’emozione per quel gesto che ha tornato a scaldare la città dopo due anni di assenza, sulle notte dell’Inno alla gioia.

A cantare in latino il coro dell’Unione europea sono stati i ragazzi dei Freevoices, gli stessi che hanno aperto la serata con un grandissimo concerto. Sotto la direzione di Manuela Marussi, la musica ha spaziato per ogni angolo del mondo, così come il Festival farà in questi giorni con i suoi ospiti, portando sul palco melodie e testi in francese, portoghese, spagnolo e altre lingue. Esibizione che ha riscosso un grandissimo successo, lasciando poi lo spazio al progetto Resilroc, sviluppato da Comune, Protezione civile e Istituto di sociologia internazionale di Gorizia.

Un momento per anticipare le diverse iniziative in programma nelle prossime settimane. A salutare l’edizione che segna il mezzo secolo di tradizione sono quindi stati il sindaco Rodolfo Ziberna, il presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Gorizia, Alberto Bergamin, e il consigliere regionale Antonio Calligaris. “È stato difficile organizzare il Festival negli altri anni, difficilissimo in questo - ha esordito il primo cittadino -, do il benvenuto agli artisti nella nostra città. Loro ci donano un pezzo della loro cultura e tradizione con le loro esibizioni”.

Dal canto suo, Bergamin ha ricordato la memoria del compianto Sergio Piemonti, che ha condotto per anni la manifestazione: “Ha saputo creare uno spirito di squadra ed abbiamo sempre percepito il festival come la dimensione internazionale di Gorizia”. A chiudere i saluti è stato Calligaris, evidenziando che “questo evento è stato precursore e cardine rispetto alla Capitale della cultura, ero qui nel 2019 ed è bellissimo rivedervi di nuovo qui, dopo la parentesi in piazza Vittoria”. Per il presidente dell’Associazione Etnos, Stefano Minniti, “è un onore portare avanti questa festival, specialmente grazie al lavoro dei tanti volontari”.

L’evento, organizzato in collaborazione con amministrazione comunale e Pro Loco Gorizia, ha visto quindi esibirsi la prima sera i gruppi Bragati (Georgia), Fontanavecchia (Casalduni, Italia), Aainjaa (Colombia) e Aborigen (Uruguay), anticipati dalle danze friulane tipiche portate in scena insieme da Santa Gorizia, Danzerini di Lucinico e Michele Grion di Capriva del Friuli. Un’unione dei tre nomi del panorama folkloristico locale a testimonianza dell’importanza della serata. Impegno molto apprezzato dal pubblico, rimasto ad applaudire fino alla fine. Diverse le novità di quest’anno, tra cui il mega-schermo a bordo palco.

Su di esso, sono state proiettate le suggestive immagini del drone che ha volato tutta la sera sopra la piazza. Oggi alle 20.30 spazio alla musica del gruppo irlandese Wooden Legs, mentre dalle 21.30 il palco accoglierà i rimanenti gruppi - Bacnaré (Brasile), Mirko Srzentic (Montenegro), Te Mātārae i Ōrehu di Rotorua (Nuova Zelanda) - in concorso. La giornata vedrà gli eventi partire già dalle 17.30 con l’animazione nella zona pedonale tra corso Verdi e via Garibaldi, mentre alle 19.30 si animerà anche piazza Bevk a Nova Gorica, come successo già ieri, con le esibizioni di Colombia e Georgia.

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