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Siamo solo noi, i fan di un uomo semplice

Lignano Sabbiadoro per la terza volta in quattro anni accoglie la ‘data zero’ del nuovo tour del Komandante: le attese e le anticipazioni di chi ormai considera Vasco “uno di famiglia”

Siamo solo noi, i fan di un uomo semplice

In regione ha già suonato 20 volte, dal 1980 in poi, e negli ultimi quattro anni ha scelto Lignano Sabbiadoro tre volte come ‘data zero’ del tour. Per una settimana residente nel buen retiro scelto a suo tempo anche da Hemingway, sotto un cielo spesso autunnale, Vasco Rossi ha preparato così il suo Vasco Non Stop Live 2019 per la seconda volta di fila allo stadio ‘Teghil’, dove farà le prove generali di una tournée con sei date a San Siro (!), due a Cagliari e... stop.

Tutto merito di FVG Music Live e del direttore Luca Tosolini, che lo ha seguito per anni in giro per l’Italia e ha deciso di inserirlo tra gli eventi estivi di punta di Lignano Sabbiadoro, dove quest’anno ci sarà Jovanotti in spiaggia e altre date già quasi sold out come Ultimo. E per il 2020, già annunciati Tiziano Ferro, Cremonini e un big internazionale.
A proposito di serate esclusive e - si fa per dire - ‘per pochi’: aperto solo al pubblico selezionato (quello del Blasco Fanclub: si parla comunque di 10 mila persone!), il soundcheck di domenica 26 sarà seguito lunedì 27 dalla vera e propria ‘data di prova’ – neanche a dirlo: sold out - per quello che punta a essere l’ennesimo tour dei record, dopo i 450 mila spettatori del 2018 e gli ‘appena’ 220 mila (ma in una sola data, Modena Park) del 2017. Come accade da un po’ di anni, le informazioni ai fan – oltre a quelle relative alla band, che comprende i soliti Burns, ‘Golinelli, Laug, Nemola, ma anche novità - sono arrivate dallo stesso Komandante via social.

La certezza è il ritorno al passato e il recupero di quello spirito un po’ punk degli esordi per una scaletta fatta per metà di chicche. Definitiva da Vasco ‘la scaletta perfetta’, comprenderà brani non eseguiti dagli anni ’80 (come Ti taglio la gola) o comunque da tempo (Portatemi Dio), oltre alle certe Gli spari sopra, Siamo solo noi, Mi si escludeva, Qui si fa la storia e l’ultimo singolo La verità. Questo, almeno, a seguire le ricostruzioni dei fan propoensi a spoilerare.

Tutti gli altri, veterani da centinaia di concerti visti e stakanovisti di tour interi, sono in attesa: qualcuno anche fisicamente fuori dal ‘Teghil’ dal giorno d’inizio delle prove, lunedì 20, come la friulana Giulia Petrello, presidente del Vasco Fan Club ZPF (Zocca Portogruaro Friuli), nato per iniziativa di Sandro Furlan (ora presidente onorario) e con una decina di sezioni tra Veneto e Friuli. “Sono con le amiche a seguire dall’esterno le prove in attesa del concerto e come sempre è un’emozione unica, perché ogni giorno incontri gente nuova che ti fa sentire parte di una grande famiglia. Lui stesso, ormai, è uno di casa, ‘l’uomo più semplice che c’è’, come si definisce, che ama stare in mezzo a tutta la gente, giovani e non. Stavolta c’è scappato anche l’incontro con l’autografo, quindi l’emozione è maggiore”.

Vasco come elemento di unione in un momento storico in cui, in Italia, tutti sono contro tutti, è davvero una lettura che ci permette di capire il perché di un successo unico forse al mondo, che dura da decenni, ininterrottamente, e attraversa mode e generazioni. “Vasco – conclude Giulia - è l’amico che canta quello che non abbiamo il coraggio di dire all’amico più fidato, un uomo che unisce le persone e le fa sentir bene, sempre col sorriso, gran disponibilità e senza fermarsi mai. Poi c’è lo spettacolo e da quello che si sente alle prove, giorno dopo giorno, sarà diverso dagli ultimi, e scenografico. In una parola: unico”.

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