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Simenon sul grande schermo

Doppio appuntamento con un omaggio al padre del poliziesco moderno e del commissario più famoso di Francia

Simenon sul grande schermo

Il Cinema Ritrovato, il consueto appuntamento con i film in versione restaurata dalla Cineteca di Bologna in programmazione a Cinemazero, si sdoppia per raccontare le due anime di George Simenon. Prolifico scrittore, bulimico playboy, viaggiatore inarrestabile: George Simenon è stato uno dei più amati romanzieri del Ventesimo secolo e una figura iconica nel panorama letterario del Novecento. Con questo viaggio negli angoli più oscuri dell’animo umano, tra nebbie parigine e passionali delitti, gli spettatori potranno ripercorrere la fortuna cinematografica delle opere di Simenon.

Il primo appuntamento è con Maigret e il caso Saint-Fiacre, lunedì 20 maggio alle 21.30 a Cinemazero, film del 1959 che rende omaggio a al padre del poliziesco moderno e al commissario più famoso di Francia, interpretato nel film di Jean Delannoy da Jean Gabin. A introdurre la proiezione Paolo Antonio D’Andrea, formatore di Cinemazero.

Secondo film su Maigret - dopo il successo di Il commissario Maigret (Maigret tend un piège) dell'anno precedente - la scelta cade su uno dei romanzi più celebri della serie, fino ad allora mai portati sul grande schermo. Sono le pagine del ritorno del commissario ai luoghi aviti, vicino a Moulins, presso il castello dove il padre faceva il fattore. Chiamato dalla contessa de Saint-Fiacre, sua amica d'infanzia, Maigret si trova di fronte a un caso particolarmente complicato: un biglietto anonimo annuncia la morte, per l'indomani, della contessa. Che puntualmente, il giorno successivo, viene trovata morta... Atmosfere tra il lugubre e nostalgico e Gabin ancora perfetto nel ruolo, con la sua faccia perbene anteguerra, di ruvida estrazione contadina, ormai scolpita nella memoria collettiva come IL Maigret cinematografico.

Per il secondo appuntamento si dovrà aspettare lunedì 27 maggio con Panique (tratto da Il fidanzamento del signor Hire), dedicato, invece, alla sua vocazione di romanziere puro, osservatore inflessibile di una borghesia in nero, raccontata con toni duri e cupi nel noir di Julien Duvivier con Michel Simon.

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