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Slitta l’inaugurazione del Festival Internazionale di Musica Sacra

Da lunedì 26 a venerdì 30 ottobre in cartellone fino al 18 dicembre a Pordenone, nel Duomo Concattedrale San Marco

Slitta l’inaugurazione del Festival Internazionale di Musica Sacra

Slitta da lunedì 26 a venerdì 30 ottobre l’inaugurazione del Festival Internazionale di Musica Sacra, in cartellone fino al 18 dicembre a Pordenone, nel Duomo Concattedrale San Marco, e in altre sedi cittadine. «Un Festival – spiega Luciano Padovese, presidente di Presenza e Cultura che promuove la manifestazione - ci auguriamo beneaugurante per una ripresa completa delle realtà sociali e culturali in Italia e nel mondo, gravemente ferite dallo tsunami mondiale della pandemia. L'ispirazione triennale del programma si richiama al concetto di Trinità, sacro pur nella sua radice umanissima di Padre, Madre e Figlio. Un riferimento senza dubbio alla Bibbia ebraico-cristiana, in cui il Padre è l'iniziatore di ogni cosa; ma anche un richiamo alle altre religioni».

«Nelle ultime ore – annunciano i direttori artistici del Festival Franco Calabretto ed Eddi De Nadai - è giunta la notizia che il Concerto della Schola Cantorum del Pontificio Istituto di Musica Sacra, atteso a Pordenone lunedì 26 ottobre, non potrà avere luogo: l’istituzione vaticana ha infatti valutato di non autorizzare lo spostamento della formazione, che sarebbe stata in tournèe anche in Austria, in questi giorni molto complessi per l’irrompere della pandemia. Sarà quindi l’ensemble lituano Canto Fiorito Vilnius ad aprire la prestigiosa sequenza di concerti internazionali, venerdì 30 ottobre alle 20.30 nel Duomo Concattedrale San Marco di Pordenone, con la produzione “Deus, deus meus”, affidata al mezzosoprano Renata Dubinskaite, affiancata dal musicista e direttore artistico Rodrigo Calveyra, cornetto e flauto dolce, e dall’organista Davide Pozzi. Un programma dedicato alla musica italiana della prima metà del Seicento – il secolo ‘barocco’ - e incentrato sulla devozione alla figura di Dio Padre Creatore; in alternanza brani puramente strumentali in un contrappunto con i canti sacri per un panorama a 360° su un periodo storico particolarmente ricco e stimolante». L’Ensemble Canto Fiorito raccoglie giovani specialisti della musica antica provenienti da tutta Europa. Renata Dubinskaite ha iniziato la sua carriera musicale nel 2009, dal 2010 si esibisce costantemente nel "Duo Barocco" e insieme all'Ensemble della Filarmonica Nazionale Lituana "Musica Humana", ha cantato con la St. Christopher's Chamber Music Orchestra, la Bielorussia State Chamber Orchestra e molte altre. Fra i suoi impegni operistici lo "Stabat Mater" di Pergolesi, Oloferne in "Juditha Triumphans" di Vivaldi, il pastiche "Gallant Baroque of Casanova". È la vincitrice della Vincė Jonuškaitė-Zaunienė Singers Competition (2014, Vilnius) ed è un'organizzatrice attiva di eventi internazionali di musica antica.


«Il fil rouge del cartellone musicale abbraccerà anche nei concerti successivi la figura del Padre - osservano ancora i direttori artistici Franco Calabretto ed Eddi De Nadai - Dal concerto corale diretto da Mirko Guadagnini dedicato al Te Deum, con i Madrigalisti di Intende Voci, al padre della scrittura musicale occidentale Johann Sebastian Bach cui è dedicato il concerto conclusivo del vincitore della masterclass di organo condotta da Elisabeth Zawadke; e dal tributo al padre della Chiesa Sant’Agostino con l’Ensemble milanese Virgo Vox, al progetto di Odhecaton Ensemble, in cartellone il 24 novembre, nato in rete con partner regionali dedicato al canto aquileiese patriarchino e alla ricchezza di linguaggi e forme musicali (sequenze, discanti, mottetti, inni, mottetti celebrativi, madrigali ecc.) praticate tra XV e XVI secolo nella vasta area del Patriarcato. Spicca in cartellone un debutto di altissima suggestione, a prima assoluta dello spettacolo “Come gigli nel campo. Storie ordinarie di miracoli”, attesa per venerdì 13 novembre nel Duomo S. Marco di Pordenone, protagonisti Simone Cristicchi e il monaco Otac Benedikt, di stanza nel Monastero della Chiesa ortodossa serba di Dečani in Kosovo. Lo spettacolo è una suggestiva antologia di storie e di vite: di Re che diventano Santi ma anche di eremiti e criminali, di monasteri presidiati dall'esercito per pericolo di attentati terroristici, di pogrom e di chiese date alle fiamme.

A sostegno del Festival un ampio team di istituzioni: capofila l’Assessorato alla Cultura della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e inoltre PromoturismoFVG, Fondazione Friuli, BCC Pordenonese e Monsile con il supporto della Diocesi Concordia Pordenone. Di particolare soddisfazione la concessione dell’Art Bonus, il riconoscimento istituito dalla Regione FVG per incentivare le erogazioni liberali delle imprese verso le realtà culturali del territorio, attraverso la concessione di contributi regionali in forma di credito d'imposta (40%) a favore dei soggetti che finanziano progetti di promozione e organizzazione di attività culturali e di valorizzazione del patrimonio culturale. In questa prospettiva, il Festival Internazionale di Musica Sacra di Pordenone potrà beneficiare di un abbinamento con DFORM THEKE, l’azienda di Pasiano che si occupa della produzione di allestimenti per musei, mostre, percorsi e spazi espositivi.

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