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Il Giro d'Italia 2020 torna in Fvg

Enzo Cainero svela i primi dettagli della tre giorni sulle strade friulane dal 24 e 26 maggio. Prima volta per le Valli del Cornappo

Il Giro d\u0027Italia 2020 torna in Fvg

Sarà svelato domani il percorso del Giro d’Italia 2020, che tornerà in Friuli Venezia Giulia, dopo la ‘pausa’ del 2019. In attesa della presentazione ufficiale, il patron delle tappe in Fvg, Enzo Cainero, ha svelato qualche anticipazione a ‘Ore7’ su Telefriuli, intervistato da Francesca Spangaro.
“Ci saranno tre giornate, due di gara e una di riposo. Si parte domenica 24 maggio con la tappa che scatterà dalla base aerea di Rivolto per arrivare sul Piancavallo. Non è stato possibile fare il Matajur, per problemi di natura logistica, quindi abbiamo dovuto trovare soluzioni alternative, perché serviva una tappa difficile e questa lo è”, spiega Cainero. “Lunedì 25 maggio sarà, invece, un giorno molto importante per la promozione turistica, grazie alla giornata di riposo a Udine. Andrà sfruttata al meglio perché solo la carovana del Giro muove oltre 2mila persone”.

“Arriviamo a martedì 26 maggio, con quella che probabilmente sarà la tappa più lunga da Udine a San Daniele, ovviamente non ‘diretta’, ma con un ‘giro’ del Friuli con le Valli Natisone e del Torre e, per la prima volta in assoluto, il passaggio per le Valli del Cornappo, una zona bellissima e troppo poco conosciuta”.

“Queste due tappe arrivano all’inizio della terza settimana, un momento cruciale della corsa rosa. Questo sarà l’avvio di un nuovo triennio nel quale puntiamo a valorizzare diverse località. Lo Zoncolan? Si poteva rifare nel 2020, ma la scelta è caduta sul Piancavallo, per creare la giusta attesa... Sul Kaiser, molto probabilmente, la carovana rosa tornerà al termine di questo ciclo, nel 2022. Per il 2021, invece, stiamo lavorando con molta responsabilità per un’altra novità molto attesa, il Lussari. Ci sono state polemiche, ma il territorio ci sta spingendo ad andare avanti. Il vero nodo non è tanto la strada, quanto il convogliamento delle acque piovane, quindi vedremo se si troverà una soluzione".

"Sul Matajur - conclude Cainero - abbiamo fatto cinque sopralluoghi. È piaciuto molto a Milano, ma c’è un oggettivo problema di sicurezza perché molti tratti sono troppo stretti. Vedremo se si potrà fare un lavoro di squadra per risolvere le criticità”.

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