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Rally Piancavallo, un sabato da tregenda

Prima giornata di gara azzerata per le vetture dell’International Rally Cup. Solo le vetture storiche sono riuscite ad effettuare al completo la prova speciale

Rally Piancavallo, un sabato da tregenda

Ricominciamo da oggi, perché l’International Rally Cup è come se ieri non fosse partito. Una concentrazione di circostanze negative ha condizionato pesantemente l’avvio del 34° Rally Piancavallo. Andiamo con ordine.

Pomeriggio, prima prova speciale Barcis-Piancavallo, un problema tecnico non consente le comunicazioni radio dalle postazioni sul tracciato alla direzione gara a Maniago. Impossibile dare il via alle vetture della corsa internazionale. Il direttore di gara, Mauro Zambelli, si sposta prontamente allo start della prova per gestire in loco le procedure. Così prendono il via le vetture storiche e completano la prova per loro denominata “Pian delle More” e con chilometraggio ridotto.

C’è già una pioggia torrenziale che inonda l’asfalto, alla quale si aggiungono fitti banchi di nebbia quando è iniziata la gara nazionale, sospesa dopo 14 vetture per motivi di sicurezza. Si accumulano ritardi sulla tabella di marcia, ovvia conseguenza di sperare che il meteo sia più clemente. Niente da fare, in tarda serata salta anche la seconda prova speciale prevista per l’Internazionale, gli apripista dettagliano che la visibilità è pressoché a zero. Le macchine non vengono nemmeno fatte salire in trasferimento, ma ritornano a Maniago per la notte in rirdino. Stamane il Rally Piancavallo si è messo in moto con speranza e fiducia, pensare positivo è nel dna della specialità.

Non resta che dare conto delle classifiche di ieri. Storico: miglior tempo di De Luna-Pozzo in 7’47’’8 con l’agile Opel Corsa Gsi, a 5’’2 Finati-Codotto su Lancia Rally 037 (vincitori 2019), terzi Doretto-Arcangioli a 6’’6 su Honda Civic. Per gli altri distacchi sgranati e profondi, ma ingiudicabili. Le condizioni meteo, gravose per tutti, ma comunque variabili, hanno potuto condizionare le singole prestazioni. De Luna, dal canto suo, ci ha messo piede e anima come al solito, cavaliere audace nella tormenta. Scratch di Cescutti-Crosilla in 7’14’’1 nella gara nazionale, la loro Skoda Fabia unica a volare sul tracciato. Prosdocimo-Zanet a 16’’ con un’altra Fabia, Zille-Durat a 30’’5 ma su Renault Clio S1600. Anche in questo caso difficile leggere i distacchi in tabella, perché la nebbia si è infittita progressivamente alterando i valori.

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