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Rally Piancavallo, una tradizione che torna attuale

Onore al vincitore della gara internazionale, Bostjan Avbelj, primo sigillo straniero e la dimostrazione di quanto la Slovenia sia in grado di esprimere a livello sportivo

Rally Piancavallo, una tradizione che torna attuale

Chapeau, come dicono gli antichi maestri. La Slovenia è un piccolo gigante sportivo (sci, basket, sci, ciclismo, ecc.) capace ora di esaltarsi pure in derapata e controsterzo. Vittoria meritata di Bostjan Avbelj al termine del 34° Rally Piancavallo, che in termini di difficoltà ha poco da invidiare alla sua illustre tradizione, ma nel 2021 ha aggiunto la perla dei 145 iscritti per magnificare la rinascita suggellata dal lavoro di Knife Racing.

INTERNAZIONALE. In un Piancavallo uno e trino, la sfida per l’International Rally Cup Pirelli ha patito un sabato senza la prova speciale di Barcis-Piancavallo. Primo passaggio annullato perché non si riusciva a stabilire collegamento radio con le postazioni di sicurezza; il secondo a causa della fittissima nebbia che impediva la visibilità. Domenica, però, a dispetto della pioggia torrenziale e di un asfalto viscidissimo con numerose uscite di strada, la corsa è andata in porto regolarmente.

Avbelj (Skoda Fabia R5) sugli scudi, piazzando il colpo decisivo proprio nel finale a Clauzetto. Alessandro Re (Volkswagen Polo R5), già terzo nel 2019, secondo a 8’’9 nel totale, e comunque il migliore di una compagnia tricolore rimasta piuttosto indietro. Solo gradino più basso del podio per l’ambizioso Simone Miele (Citroen Ds3 Wrc), che però dà la misura di quanto sono andati forte i due davanti. Primo dei friulani e 13. assoluto Marco Zannier, “l’aquila di Lestans” sempre capace di volare in alto con la sua Renault Clio Williams. Gara forse poco brillante di Dimitri Tomasso (Skoda Fabia R5) in condizioni critiche, 14. assoluto, ma il driver di Frisanco non può certo vantare l’abitudine alle corse dei suoi principali avversari.

STORICO. Amici e rivali a quattroruote, si sono battuti con coraggio, orgoglio e determinazione, Michele Doretto e Barbara Arcangioli (Honda Civic) con Andrea De Luna e Denis Pozzo (Opel Corsa Gsi), equipaggi rispettivamente primo e secondo nella disfida storica che ha assegnato il terzo posto a Pietro Tirone e Giacomo Giannone (Porche 911), mentre il vincitore 2019 Maurizio Finati (Lancia Rally 037) è andato ko per incidente e l’atteso Rino Muradore (Ford Escort Rs) ha viaggiato lontano. Doretto e De Luna tipici esponenti della tradizione rallistica pordenonese “post Presotto & Zanussi” e con brand “extra Rossetti”, cioè talenti autentici che non hanno saputo o voluto scalare le ribalte nazionali. Al traguardo Marco Zavagno (Peugeot 309 Gti), Giuliano Ruoso (Ford Sierra Cosworth), che hanno badato al divertimento nonostante le feroci insidie del maltempo.

NAZIONALE. Partenza in salita anche per la sfida nazionale, solo 14 vetture hanno potuto effettuare sabato il crono di Barcis-Piancavallo. Domenica, pur tra attese e ritardi in grado di stressare gli abitacoli, i tre passaggi sulle prove speciali di “Clauzetto-Balcone del Friuli” e i due su “Monte Rest” sono stati fatti regolarmente con una selezione micidiale dei protagonisti. Così alla fine, tra sorrisi increduli e gioia bagnata, a far festa sono stati Alessandro Prosdocimo e Marsha Zanet (Skoda Fabia R5), dopo aver ripetuto a ogni riordino che viaggiavano di conserva per non prendere rischi. Secondi ad appena 2’’5 Luca Veronesi e Fabio Berisonzi (Volkswagen Polo R5) dopo una prestazione ad elastico con 3 scratch su 6 prove; terzi a 22’’2 Matteo Bearzi e Janira Chialina (Renault Clio Williams), con il patron di Carnia Pistons che può gonfiare il petto per il graffio finale su Clauzetto.

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