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Rilievi dell'Anac, l'Udinese è pronta a lasciare la 'Dacia Arena'

Per l'Autorità è illegittimo il cambio di denominazione associato a uno sponsor. La replica della società bianconera, che chiede un rimborso di 48,5 milioni di euro

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L’Autorità nazionale anticorruzione ‘bacchetta’ l’Udinese e il Comune di Udine per la ‘Dacia Arena’. L’Anac ha sollevato, in particolare, rilievi sull’omesso controllo dell’Amministrazione comunale sui lavori di manutenzione annuali, sulla fidejussione presentata dalla società friulana nel 2013 e sulla denominazione dello stadio Friuli, evidenziando come il cambio di nome associato a uno sponsor sia illegittimo.

Quelle dell'Anac sono raccomandazioni e Comune e società sono invitati entro 45 giorni ad adottare atti che rimuovano le irregolarità riscontrate e prevengano che si ripetano in futuro. L’Amministrazione, dal canto suo, è pronta ad adeguarsi ai rilievi. Diversa la posizione dell’Udinese, che affida il suo disappunto a una nota, annunciando di essere pronta a lasciare lo Stadio.

"Con riferimento ai rilievi dell’Anac sulla procedura di cessione del diritto di superfice, della durata di novantanove anni, dello stadio Friuli dal Comune di Udine all’Udinese Calcio, la società, oltre a presentare ricorso nelle sedi opportune, si dichiara pronta a lasciare la Dacia Arena chiedendo la risoluzione anticipata del contratto con il Comune a fronte delle presunte inadempienze rilevate dall’Anac", si legge.

"Questa decisione giunge anche a seguito delle pretestuose e reiterate contestazioni subite in questi ultimi anni dall’Udinese Calcio. Il Club chiederà, inoltre, il rimborso di 48.530.000 euro, somma pari alle spese sostenute per i lavori di abbattimento e ristrutturazione dell’impianto. Contemporaneamente, la società s'impegna a individuare un’area alternativa per la costruzione di un nuovo stadio, riprendendo in esame le pratiche a suo tempo avviate. Una delle opzioni allo studio per il nuovo impianto sarebbe Pasian di Prato", si legge ancora nella nota.

“L’Udinese prende una posizione precisa e importante in merito a questi rilievi che rappresentano la classica goccia che fa traboccare il vaso – sottolinea il direttore amministrativo di Udinese Calcio Alberto Rigotto - siamo pronti a recuperare vecchi progetti antecedenti alla ristrutturazione di questo stadio, che stiamo seriamente pensando di abbandonare, chiedendo la risoluzione del contratto di concessione. Un contratto che è stato messo in discussione da più parti: non si è voluto riconoscere che questo è uno degli impianti più belli d’Europa, pertanto se si ritiene che il problema sia l’Udinese, noi siamo pronti a togliere il disturbo”.

"L’Udinese non andrebbe a chiedere alcun risarcimento né interesse, ma solamente il rientro di quelle somme che sono state anticipate. Parliamo di circa 48,5 milioni di euro. Crediamo che la misura sia colma nell’ambito del perdurare di questi atteggiamenti di chi sembra che non stia riconoscendo quanto è stato fatto in questi anni. Ci sono amministrazioni comunali limitrofe che hanno sempre assicurato di accoglierci a braccia aperte e noi siamo disposti a rifare degli investimenti importanti in altre località. Siamo già in contatto, come lo eravamo in altri tempi, con altri comuni per poter rifare – anche celermente – l’impianto altrove. Un primo contatto era già avvenuto a Pasian di Prato ma nella cintura udinese ci sono anche altri comuni molto vicini alle principali arterie stradali. Non si tratta di una boutade ma di ragionamenti approfonditi e già attuati in passato. Personalmente ho nel cassetto dei progetti già disegnati e scritti".

"Se arriviamo a dire tutto ciò la misura è davvero colma rispetto a questi continui assalti avvenuti, in particolare, tramite i mezzi di informazione. Quando si comincia a parlare di risoluzioni contrattuali le tempistiche possono essere molto veloci. Dobbiamo pensare a fare bene le cose per i nostri tifosi, per i nostri sponsor e la nostra squadra e non abbiamo intenzione di portare avanti un percorso di battaglia che mai abbiamo cercato. Piuttosto, abbiamo sempre voluto dare il nostro contributo al territorio in termini di immagine e di ricadute economiche. Credo sia a questo punto legittimo, da parte nostra, immaginare un percorso alternativo”.

3 Commenti
Stiefin8

Non è questione di essere felici o meno del cambio nome. Come in tutti i contratti le parti si devono attenere a quanto stabilito nel contratto. Se il cambio nome associato ad uno sponsor non è permesso non lo puoi fare. Punto e basta. E' legge, non burocrazia.

m.bocus

Ho fatto tanta fatica a sopportare quel "Dacia Arena" ma questo vostro atteggiamento pieno di protervia, non vi fa onore, fa solo schifo. Siete tutti impazziti ? Mi chiedo: come posso adesso, essere ancora un tifoso dell'Udinese ?

omer

Mi dispiace, ma l'Udinese ha perfettamente ragione.
Se non sono felici del cambio di nome, tornino i soldi investiti e nel campo ci piantino patate, possono bagnarle quanto vogliono.
Burocrazia tipica italiana.

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