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“Bimbi benvenuti anche quando piangono”

A Gorizia, don Nicola apre le porte del Duomo ai più piccoli e ai genitori con spazi adeguati per giochi e allattamento e invita tutti i fedeli alla tolleranza

“Bimbi benvenuti anche quando piangono”

Può capitare, in un angolino dell’antica cappella di Sant’Acazio, nel cuore del Duomo di Gorizia, di trovare durante la messa bimbi intenti a disegnare o ideare “lavoretti”, seduti su piccole sedie davanti a tavolini buffi e colorati. Non un caso, né una stranezza, ma piuttosto il frutto di un’idea e una predisposizione che rendono da tempo la Cattedrale goriziana “a misura di bambino”, e di conseguenza di famiglia. Merito, anche, dell’iniziativa del giovane parroco don Nicola Ban, dallo scorso ottobre alla guida dell’unità pastorale che include anche quelle di Sant’Ignazio, San Rocco e Sant’Anna.

Già il suo predecessore, don Sinuhe Marotta, aveva pensato di ricavare uno spazio dedicato ai bambini fino ai 6 anni, dove i più piccoli potessero svolgere attività ricreative ed educative con i catechisti, mentre mamma e papà seguivano la messa.
Anche altre parrocchie della regione da tempo si sono attivate nella stessa direzione. Per esempio a Udine la parrocchia del Sacro Cuore in via Cividale ha predisposto spazi per i bimbi nelle navate laterali, mentre il santuario delle Grazie permette a chi ha bambini molto piccoli di seguire la funzione da una stanza adiacente alla chiesa, attraverso gli altoparlanti. La chiesa del Carmine pensa anche ai più grandicelli e prevede una spiegazione delle sacre letture ad hoc per i bambini, in contemporanea con l’omelia.


Don Nicola ha anche voluto “raccontare” lo spazio - bambini attraverso un curioso cartello che campeggia all’ingresso del Duomo e sulla porta d’accesso alla cappella di Sant’Acazio. “In questa chiesa i bambini sono benvenuti!” recita il titolo del biglietto che poi precisa anche che i neonati possono essere allattati ovunque, ma per chi desidera più tranquillità sono disponibili la cappella del Santissimo e la sacrestia, che può fungere anche da fasciatoio. E ancora, il cartello invita tutti a non sentirsi a disagio se un bebè piange durante la cerimonia, lanciando così un messaggio di tolleranza a tutti i fedeli.

“L’idea mi è venuta una domenica a messa, qualche tempo fa – racconta don Ban -, dopo aver osservato una mamma che aveva lasciato la chiesa perché il suo bimbo non smetteva di piangere. Mi era dispiaciuto, e ho pensato fosse giusto ricordare che è una situazione del tutto normale: in tal senso il cartello dice una cosa ovvia. I bambini piangono, è naturale, ma restano i benvenuti così come tutta la famiglia”. Già, perché “avere un occhio di riguardo per i bambini significa averlo anche per i loro genitori” - ricorda don Nicola, sottolineando come riconoscere i bisogni delle famiglie sia un elemento imprescindibile per una società inclusiva e rispettosa di tutti. Ed ecco allora che pure in oratorio sono stati ricavati luoghi e attività per i bimbi i cui genitori partecipano agli incontri pensati dalla parrocchia e che a breve partiranno come ogni anno i centri estivi per un totale di oltre 300 bambini.

“Non sono in realtà cose nuove, ma servizi e attenzioni che da tempo portiamo avanti – spiega don Nicola -. Di nuovo, se vogliamo, c’è il modo di comunicare tutto questo, cercando di aprirci all’esterno e raggiungere più persone possibili. Non ho gli elementi per dire se il cartello esposto in Duomo o le nostre iniziative hanno avvicinato nuove famiglie alla parrocchia, ma so che i genitori che fanno parte della nostra comunità partecipano ancor più serenamente alla messa. E mi sembra una cosa bella”.

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