Home / Tendenze / A Duino riemerge la coda del dinosauro Bruno

A Duino riemerge la coda del dinosauro Bruno

Conclusa la prima fase dei lavori per l’estrazione del grosso blocco di pietra che racchiude il reperto, risalente a circa 70 milioni di anni fa

A Duino riemerge la coda del dinosauro Bruno

Pesa oltre mezza tonnellata il blocco che contiene la parte principale della coda del dinosauro Bruno, rimosso questa settimana dai tecnici della Zoic srl al Villaggio del Pescatore. Con l'autorizzazione e il parziale sostegno finanziario della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia potrebbe essersi conclusa l’ultima fase di lavoro sul sito paleontologico per il reperto, aprendo adesso il percorso di preparazione e restauro in laboratorio.

La situazione del rinvenimento dell’adrosauroide Bruno, vissuto circa 70 milioni di anni fa, è unica la mondo per la peculiarità di giacere su una piega della roccia che lo curva di 180°, rendendo l'esecuzione dei tagli un’operazione delicata e non semplice. Le prime fasi di lavoro sulla coda hanno aperto degli incredibili interrogativi poiché le ossa erano in posizione anomala. Lo scavo infatti, riprendendo le modalità utilizzate in passato per l’estrazione del cranio con un taglio nella roccia alla profondità di 72 cm, ha intercettato la colonna vertebrale su strati del tutto alieni alla serie stratigrafica ipotizzata.

Un’indagine approfondita, con il supporto del personale dell'Università di Trieste, coordinato dal professor Francesco Princivalle, ha chiarito l’enigma. Esiste un’altra serie di pieghe nella roccia, invisibile dalla superficie, che riporta verso l’alto la serie di vertebre. L’incredibile struttura, che complica enormemente la posizione del dinosauro, ha però semplificato il lavoro sul terreno, evitando di dover scendere molto in profondità con gli scavi per rimuovere le parti mancanti del fossile.

Data la particolare e delicata situazione, sono previsti ancora alcuni mesi di lavoro per preparare quanto attualmente ancora nella roccia e renderlo compatibile all'esposizione al Museo Civico di Storia Naturale di Trieste, con l’affiancamento della coda al blocco principale dell’animale già pronto.

0 Commenti

Cronaca

Economia

Politica

Spettacoli

Sport news

Il Friuli

Business

Green

Family

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori