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A Trieste il camper 'Questo non è amore'

Nella giornata dedicata agli innamorati la Polizia di Stato in piazza con la campagna di prevenzione nazionale

A Trieste il camper \u0027Questo non è amore\u0027

Nella giornata dedicata all’amore, la Polizia di Stato di Trieste, come in tutte le città italiane, scende in piazza con la campagna di prevenzione “Questo non è amore”, diventata un progetto permanente da novembre 2017. Per l’occasione la Questura ha predisposto un punto di ascolto e informativo mobile dedicato alla cittadinanza e, in particolare, alle donne, finalizzato a sensibilizzarle sul tema e a diffondere l’importanza di una cultura fondata sulla parità di genere.

Lo scopo è quello di far emergere il sommerso di un fenomeno silente che, per farlo, ha bisogno che s'instauri una relazione di fiducia con i soccorritori affinché la vittima possa trovare il coraggio di raccontare la sua storia e affidarsi alle istituzioni.

Un fenomeno, quello della violenza, di una complessità tale che necessita di una rete di partner ognuno in grado di offrire il proprio contributo, nell’ambito delle strette competenze, per offrire un’alternativa possibile alle donne in difficoltà. Per questo, accanto ai poliziotti, erano presenti i rappresentanti del centro antiviolenza Goap e dell’Associazione Interpares per gli uomini maltrattanti.

In mattinata il camper antiviolenza si è intrattenuto in piazza Unità e in Campo San Giacomo, incontrando i cittadini e raccogliendo riflessioni, spunti e suggerimenti operativi. Sono stati distribuiti i volantini della campagna, tradotti in altre sei lingue (sloveno, serbo, croato, rumeno, portoghese, inglese) diffuse tra le etnie più presenti sul territorio, per poter raggiungere in modo efficace il maggior numero di donne.

Inoltre, sono stati realizzati dei segnalibri, in italiano e in inglese, recanti nel retro i recapiti della “rete” da attivare: oltre ai numeri dei soggetti già indicati (Questura, GOAP e Interpares) anche il 1522 della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

Tra i reati “spia” della violenza, nella provincia di Trieste, nel 2019 si sono registrati 137 casi di maltrattamento (il 9,6% in più rispetto all’anno precedente) e 98 casi di stalking (il 28,9% in più rispetto al 2018). Dal 9 agosto poi è entrata in vigore la Legge Codice Rosso, che ha operato una serie di interventi volti a potenziare gli strumenti propri delle indagini e delle azioni giudiziaria, favorendo l’immediata instaurazione e progressione del procedimento penale, e prevedendo, ove necessario, l’adozione, senza ritardi, di eventuali provvedimenti cautelari e preventivi, attraverso un deciso intervento sulle tempistiche e sulle modalità di svolgimento delle diverse fasi del procedimento penale.

Molto consistente è risultata l’attivazione della procedura del “Codice Rosso” in presenza di lesioni aggravate nel contesto familiare, mentre rilevante impulso ha avuto l’esecuzione da parte degli uffici operativi delle deleghe dell’Autorità Giudiziaria, con un incremento del 73%.

Infine, particolarmente efficace si conferma lo strumento amministrativo di competenza del Questore, l’Ammonimento: a fronte di un numero quasi invariato di istanze per stalking (da 23 a 24), nel 2019 sono stati emanati 15 provvedimenti monitori, di cui 5 per atti persecutori e 10, d’iniziativa, per fenomeni di violenza domestica.



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