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Alpini, festa per il raduno del Battaglione Cividale

Le penne nere si sono ritrovate per rinsaldare il legame con il Friuli, a 25 anni dallo scioglimento

Alpini, festa per il raduno del Battaglione Cividale

"La partecipazione all'annuale raduno di quanti hanno fatto parte del glorioso Battaglione Cividale, nonostante sia stato sciolto 25 anni fa, è la testimonianza di un legame forte e di un senso di appartenenza che riguarda il corpo militare e la comunità in cui è radicato, alla quale, finita la leva, dedicare impegno solidale e volontaristico. Una cifra distintiva che ovunque fa degli alpini un elemento fondamentale di riferimento per la gente e per le amministrazioni locali che, in essi, trovano uno straordinario e generoso sostegno".

Il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, lo ha sottolineato a margine della cerimonia svoltasi nella piazza Duomo di Cividale (Udine) in occasione del 24. raduno del Battaglione che orgogliosamente porta il nome della città, partecipando all'alzabandiera solenne, alla Santa Messa e alla sfilata per le vie cittadine. In precedenza, una corona d'alloro era stata deposta al Monumento dedicato ai Battaglioni Cividale, Val Natisone e Monte Matajur.

Per Zanin, "il cameratismo e la coesione che caratterizzano gli alpini e il loro impegno, così ben espresso nel raduno cividalese, spingono a riflettere sul valore della leva obbligatoria e sulla possibilità di una sua reintroduzione, valutandone opportunamente gli aspetti organizzativi in quanto occasione di formazione dei giovani cittadini di domani e condizione per dare continuità a quella tradizione di valori fondati su senso civico, amore per la Patria e capacità di lavorare insieme a servizio della comunità".

Durante la manifestazione è stata ricordata l'impresa compiuta dal Battaglione Cividale nei tre giorni dal 4 al 6 gennaio del 1943, quando tenne in presidio una piccola montagna nella distesa ghiacciata della steppa russa, conquistandola, perdendola e riconquistandola più volte, mantenendola poi fino al 16 gennaio quando giunse l'ordine di ritirata. Un episodio - è stato oggi ricordato dal generale Gianfranco Beraldo, presidente dell'Associazione Fuarce Cividat - che ha scritto l'epopea del battaglione che, nato trent'anni prima, si era distinto già durante la I Guerra Mondiale e, successivamente, nella Seconda pure in Grecia e Albania. Anche dopo la guerra - ha aggiunto Beraldo - ha operato come perla delle truppe alpine del nostro esercito fino al 1995, anno in cui fu sciolto".

"Dai primi caduti della Grande Guerra all'epopea di Russia, dai terremoti del Friuli e dell'Irpinia alle missioni all'estero, gli alpini del 'Cividale' hanno sempre fatto il loro dovere con generosità e onore. Ritrovarsi a Cividale significa rinnovare il legame tra le penne nere e il Friuli, un legame fatto di valori, tradizioni e solidarietà. Il patto di fratellanza che allaccia per sempre gli Alpini fra loro e alle nostre comunità merita di essere preso a esempio, custodito e trasmesso, perché è schietto e vero come i monti e le valli cui apparteniamo". È la riflessione del segretario regionale Pd Fvg Cristiano Shaurli, già tenente degli Alpini, che oggi a Cividale ha partecipato 24º raduno del battaglione alpino "Cividale".

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