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Anche don Renzo Boscarol tra i premiati dell'Ordine dei Giornalisti Fvg

Oltre mezzo secolo di impegno giornalistico riconosciuto a Udine nell'assemblea annuale

Anche don Renzo Boscarol tra i premiati dell\u0027Ordine dei Giornalisti Fvg

Un impegno che va avanti da oltre mezzo secolo. È quello che ha contraddistinto l’attività pastorale e giornalistica di don Renzo Boscarol, attuale parroco di San Lorenzo di Ronchi dei Legionari e per anni direttore del settimanale diocesano Voce Isontina. In occasione dell’annuale assemblea regionale, l’Ordine dei giornalisti ha consegnato a don Renzo Boscarol e ad altri colleghi, una targa di ringraziamento per i cinquanta anni di giornalismo attivo e militante. La cerimonia ha avuto luogo a Udine a conclusione della relazione del presidente Degano che ha ampiamente descritto la difficile condizione del settore della comunicazione nella nostra regione e dello ‘stato dell’arte’ dei giornalisti iscritti all’ordine. I colleghi presenti si sono congratulati con i festeggiati. 

“Ringrazio i colleghi e amici con i quali mi congiungono cinquanta anni di lavoro e di servizio e ringrazio per avere imparato la dura lezione di stare ai fatti e di essere responsabile di una indispensabile mediazione, necessaria tanto più oggi come ieri in quanto tra messaggio e strumento è indispensabile la perizia e la competenza del giornalista che non tiene solo il microfono ma presenta, fa domande, pone problemi e informa” ha ricordato don Boscarol. “La mediazione è metodo e impegno nella comunicazione: tanto più dentro alla chiesa che ha bisogno di far crescere una convincente opinione pubblica”, sono ancora le sue parole.

In secondo luogo, di fronte alla crisi del comunicare e alla crisi della stampa (i lettori italiani, da 6 milioni sono passati a 2 milioni), Boscarol ha auspicato che ci si impegni per una effettiva professionalità fatta di competenza e di amore per la comunità. Aspetti indispensabili per il servizio del giornalista che è tale quando ‘tiene la schiena dritta’ e si sente parte attiva della vita comunitaria e del bene comune. Un occhio di riguardo anche per la comunicazione ‘religiosa’ che ha urgente bisogno di fare un ulteriore passo. Ciò che interessa all’uomo del nostro tempo non è la religione, tantomeno le istituzioni o la religione civile, sono la fede e la vita quelle che vanno comunicate ed interrogate. Dimensioni esistenziali e pubbliche che possono rientrare nel quadro dei bisogni attuali di speranza, di vita, di futuro e di speranza. La comunicazione – attraverso i giornali e i mass media moderni - ha un grande ruolo e così anche il giornalista che deve saper farsi carico - meno dei riti e degli aspetti istituzionali - ma più della testimonianza di chi crede e pratica ciò che crede”.

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